Lo scanno rubato ai dem



LA NOMINA DI GORSUCH ALLA CORTE SUPREMA DA PARTE DI TRUMP

Si tratta di uno scanno rubato. Questa è “Sla prima volta che la maggioranza al Senato abbia rubato un posto della Corte Suprema”. Così tuonava Jeff Merkley, senatore democratico dell’Oregon, commentando la nomina di Neil Gorsuch per sostituire Antonin Scalia, il giudice morto un anno fa. Merkley si riferiva com’è noto al fatto che i senatori repubblicani hanno abusato il loro potere senza considerare Merrick Garland che l’ex presidente Barack Obama aveva nominato per il seggio vacante a causa del decesso di Scalia. Non c’è nessun dubbio che i repubblicani al Senato abbiano agito in modo abominevole. Mitch McConnell, presidente della Camera Alta, che tanto ha fatto per ostruire la politica di Obama e bloccato Garland, adesso vuole che i democratici facciano i bravi e confermino Gorsuch. In tempi passati le nomine alla Corte Suprema venivano considerate seriamente e in generale non si faceva uso del filibuster, l’ostruzionismo ad oltranza che richiede 60 consensi di senatori per procedere ai voti delle conferme. L’uso del filibuster era raro. È stato usato solo quattro volte negli ultimi cinquant’anni. Con il clima tossico a Washington negli ultimi tempi però tutto è cambiato come ci ha dimostrato il blocco di Garland, giudice altamente qualificato, che i repubblicani hanno congelato. Donald Trump stringe la mano, il 31 gennaio scorso, a Neil Gorsuch La nomina di Gorsuch dunque avviene in un clima cupissimo nel Senato peg- giorato dalle azioni del neopresidente che con i suoi ordini esecutivi ha creato subbuglio non solo in America ma anche nel resto del mondo. L’annuncio di Gorsuch ha fatto però respirare l’amministrazione di Trump dato che tutto è andato liscio. In parte ciò si deve alla congenialità di Gorsuch. Subito dopo la nomina questi ha telefonato a Garland per esprimere il suo rispetto. Gorsuch però rimane una scelta tipica di un presidente repubblicano, specialmente per Trump, il quale aveva promesso di nominare giudici stile Antonin Scalia. Gorsuch non è una copia di Scalia ma le sue vedute sull’interpretazione delle leggi rivelano la somiglianza. Ambedue vedono la Costituzione in modi tradizionali essendo “textualist and originalist”, ossia esaminano il testo legale attentamente per scoprire l’intenzione degli autori. I giudici non dovrebbero usare le proprie “convinzioni morali” nelle loro decisioni giudiziarie. A differenza di Scalia però Gorsuch darebbe più libertà alle agenzie governative di interpretare gli statuti federali. Per quanto riguarda l’aborto Gorsuch non ha mai giudicato casi del genere ma ha espresso idee contrarie all’eutanasia scrivendo che “la vita umana è fondamentalmente preziosa... e che togliere la vita a qualcuno è sempre immorale .I democratici al Senato avranno il dente avvelenato per la condotta abominevole dei re- pubblicani i quali non hanno preso in considerazione Garland. Ciononostante non hanno i voti per bloccare la ratifica di Gorsuch senza ricorrere al filibuster. Questa regola del Senato sarebbe la loro unica carta e dovranno considerare seriamente se vale la pena usare questo strumento per bloccare la nomina di Trump. Ovviamente i repubblicani con la loro mag- gioranza potrebbero fare uso della cosiddetta “opzione nucleare”, ossia cambiare le regole per eliminare il filibuster. Questa eventualità è però un coltello a doppia lama perché se da una partegli conferirebbe la certa vittoria in termini brevi a lungo andare li potrebbe danneggiare. Il margine di vittoria repubblicano al Senato è limitato a due voti quindi ci vorrebbero solo due o tre voti contrari del Gop per bloccare l’adozione dell’opzione nucleare. C’è anche da considerare la politica di Trump e i rapporti con i legislatori repubblicani. Il neopresidente non ha alcuna intenzione di ammollire la sua politica avendo conquistato la Casa Bianca nonostante il limitato supporto dell’establishment repubblicano. Se Trump con- tinua con i suoi ordini esecutivi a seminare il panico, i repubblicani si stancheranno eventual- mente di stargli vicino. L’elezione di midterm nel 2018 sarà anche da considerare. Un Trump poco popolare potrebbe fare perdere seggi alla Camera bassa come pure in quella alta dato che in un certo senso gli elettori sono influenzati dall’occupante della Casa Bianca al momento di recarsi alle urne. Era successo con Obama la cui poca popolarità fece perdere al suo partito il controllo della Camera nel 2010 e poi quella del Senato nel 2014. L’elezione del 2018 potrebbe infatti divenire un referendum su Trump i cui sondaggi al momento sono in discesa nonostante il periodo di “luna di miele”. Al momento però i repubblicani sono in controllo non solo della Casa Bianca ma di ambedue le Ca- mere come pure di 33 governatori e 32 legislazioni Statali. Nonostante tutto però bisogna ricordare che, per quanto riguarda il voto popolare, Hillary Clinton ha ricevuto quasi più di tre milioni di voti di Trump. I democratici però al livello federale hanno poche opzioni per ostacolare i repubblicani. Trump ha detto che spera che i democratici coo- perino per la conferma di Gorsuch. Chuck Schumer, il leader della minoranza democratica al Senato, ha indicato che la conferma richiederà “un dibattito comprensivo e robusto” e che 60 voti saranno necessari. Un indizio che il filibuster verrà usato?


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