Locatelli uomo partita

Europei/ Due gol alla Svizzera e per Tardelli “ha dimostrato di essere un campione”



FIRENZE. “Buongiorno Italia”. Ha dedicato i due gol fatti alla Svizzera agli italiani che si stanno emozionando con le vittorie della Nazionale, alla famiglia e alla fidanzata Thessa alla quale è legato da 4 anni. Edè tornato a farlo ieri mattina, al risveglio a Coverciano. Ma quella T disegnata con le mani mentre esultava in campo all’Olimpico sta a indicare anche l’iniziale del cagnolino Teddy scomparso a settembre. Manuel Locatelli, l’uomo partita della sfida vinta 3-0 che ha già proiettato gli azzurri agli ottavi dell’Europeo, ha i modi e i toni del classico bravo ragazzo che tutte le mamme sognano come fidanzato per le figlie. Il suo scopritore, Bianchessi, ricorda quando lo portò al Milan e quando lo chiamava Zizou. Secondo Marco Tardelli, con la Svizzera “ha dimostrato di essere un campione. Sul primo gol - spiega il campione del mondo - Locatelli ha fatto un lancio fantastico e poi è andato a chiudere l’azione. In un secondo ha visto quello che noi non abbiamo visto e questa è la differenza con un buon giocatore e un campione”. Arrigo Sacchi, che quando soprintendeva il Club Italia con Viscidi lo chiamò nelle giovanili, a Gazzetta Talk, si dice convinto che il famoso gol alla Juve lo avesse frenato nella crescita, per eccesso di presunzione, tanto da fermarlo sulla soglia di un europeo di categoria. Ma non è un caso se oggi Massimiliano Allegri lo considera pedina importante per il centrocampo della sua nuova Juventus. Dopo la doppietta segnata agli svizzeri, la prima non solo con la Nazionale ma della sua ancora giovane carriera, l’antidivo Manuel ha scritto alla madre nella chat di famiglia: ‘Mam ma cosa ho combinato!’, come raccontano i media locali della sua Lecco. Il primo ad essere sorpreso insomma è stato lui, anche se per la Juventus è il primo rinforzo in assoluto per la stagione del dopo-Pirlo e la sua quotazione ha già superato i 40 milioni. D’altra parte, l’Europeo per Locatelli (oltreché per la Nazionale) sta andando oltre i sogni della vigilia, capace di cogliere l’attimo in un’Italia che nel mezzo ha perso Pellegrini e sta aspettando il recupero di Verratti. Così Mancini gli ha dato la maglia da titolare affiancandolo a Jorginho e Barella, che si è complimentato con il compagno: ‘Sono contento per Manuel, siamo stati insieme dall’Under 15 e non ci sono gelosie, siamo un vero gruppo in cui tutti ci aiutiamo’. Per Locatelli è il prosieguo di una stagione da applausi andata di pari passo con quella del Sassuolo che ha sfiorato l’Europa. Proprio nel club emiliano il giocatore di Lecco classe ’98 ha saputo rimettersi in gioco e reagire alla grandissima delusione di quando il Milan lo mise alla porta, 3 anni fa, dopo averlo fatto debuttare in A e aver contribuito a farlo sentire una delle rivelazioni del calcio italiano. ‘Fu devastante quando seppi che non facevo più parte del progetto - raccontò a ai canali ufficiali del Sassuolo - Su una panchina di Milanello i dirigenti mi dissero che non ero più importante per loro, feci il tragitto in macchina piangendo, andai dalla mia ragazza e piangemmo insieme, poi chiamammo i miei genitori. Ma alla fine questo mi ha aiutato: anch’io avevo bisogno di cambiarè. Lontano dalle luci di San Siro Locatelli è cresciuto fino a diventare uno dei migliori nel suo ruolo. Forse qualcuno sarà sorpreso, ma non Mauro Bianchessi, attuale responsabile del settore giovanile della Lazio e capo scout del Milan che nel 2009 lo scoprì: “Da piccolino lo avevo soprannominato Zizou - ha detto all’ANSA - perché aveva lampi di genio, E quando compì 16 anni dissi che sarebbe diventato capitano del Milan, ma non conosco i motivi che portarono alla sua cessione”. Comunque è andata, oggi Locatelli è fra gli uomini-copertina dell’Europeo che entra nel vivo, oggetto del desiderio della Signora nelle cui braccia potrebbe finire la prossima stagione. Di certo il presente è magico e il futuro gli appartiene. “So che alla fine degli Europei dovrò prendere delle decisioni, ho già parlato con i dirigenti del Sassuolo e siamo consapevoli della strada da prendere - ha detto qualche giorno fa nel ritiro di Coverciano - Ma ora fatemi godere il momento, rappresentare l’Italia e gli italiani è una cosa da raccontare ai figli. Guardavo questi grandi eventi sul maxi-schermo con gli amici all’oratorio e sognavo”.