Longo, da vittima ad aggressore

Milano/L’ex parlamentare e già difensore di Silvio Berlusconi accusato di violenza a minorenne





di Alessandro Galavotti

PADOVA. Da vittima di una aggressione a presunto autore di abuso sessuale ai danni di minore: la Procura di Padova ha aperto un nuovo filone nell'inchiesta avviata dopo che il 30 settembre scorso l'avvocato ed ex parlamentare padovano Piero Longo, già difensore di Silvio Berlusconi, si era trovato sotto casa tre persone e si era difeso sparando due colpi per allontanarle dopo essere stato strattonato e colpito con due pugni. Gli accertamenti riguardano proprio il legale e farebbero riferimento alle dichiarazioni rese al pm Roberto D'Angelo da due dei tre protagonisti della rissa, Luca Zanon di 49 anni e Silvia Maran di 47. Per motivare le ragioni dell'aggressione, i due hanno parlato di un tentativo di 'chiarimento’ e chiamato in causa la terza persona che si trovava davanti alla casa del penalista, una donna che oggi ha 31 anni, figlia di un'ex compagna di Longo, vittima - secondo quando sostenuto dalla coppia - delle sue 'attenzioni’ quando era minorenne. La donna non ha mai confermato la circostanza e il reato, che risalirebbe a 17 anni fa, si avvia verso la prescrizione. Longo ha presentato denuncia per diffamazione contro Zanon e Maran, sostenendo che nulla di quanto riferito è vero. Neppure le persone vicine alla 31enne, che avrebbe peraltro solo assistito all'aggressione, hanno confermato agli investigatori le presunte molestie. "È stato lo stesso Longo a denunciare tempestivamente alla Procura della Repubblica di Padova le diffamatorie dichiarazioni che si erano apprese da indiscrezioni di stampa propalate da quegli stessi aggressori - sottolinea l'avvocato Niccolò Ghedini, difensore del penalista - che, a dire del consulente tecnico medico dottor Zancaner, avrebbero commesso proprio nei confronti dell'avvocato un tentato omicidio con gravissimi danni fisici". Per Ghedini quanto detto dalla coppia sarebbe solo un tentativo di difendersi dalle accuse. "Stanno evidentemente tentando - osserva - di giustificare atti di eccezionale violenza e pericolosità con dichiarazioni assurde ed inverosimili". Frasi, quelle di Ghedini, che i difensori di Zanon e Maran, i legali Cesare Cicorella e Claudia Bagattin, ritengono viceversa "opinabili esternazioni rispetto a una vicenda il cui compiuto accertamento è di competenza dell'Autorità Giudiziaria, alla quale sola competono decisioni tanto delicate senza bisogno di improprie interlocuzioni di parte". In serata ieri sempre Ghedini ha reso noto che, in relazione alle notizie apparse sulla stampa, l,'avvocato Longo si è recato in Procura e, oltre a ribadire la denuncia a suo tempo proposta, anche per diffamazione, "ha rappresentato l'assoluta inconsistenza e infondatezza di ogni ipotetico illecito, che per altro non è neppure cristallizzato in un capo di incolpazione". "Si tratta in realtà - spiega Ghedini - di una iscrizione quale atto dovuto, correlata a dichiarazioni "de relato" rilasciate dai suoi aggressori, non confermate in alcun modo dalla diretta interessata". Infine Ghedini ha annunciato che oggi provvederà a depositare una denuncia "per violazione del segreto di indagine ex art. 326 codice penale e relativa indebita pubblicazione ex art. 114 codice di procedura penale".