Lukaku uomo-Inter

La squadra/Il belga artefice della risurrezione in Champions. Poi si sfoga contro i cori razzisti



MILANO. Caparbia, compatta, cinica e tutt’altro che pazza, anzi solida e matura, l’Inter torna da Praga e si concentra sul campionato con una nuova consapevolezza: in poco più di due mesi, la squadra nerazzurra è cresciuta ed è in grado di gestire pressioni, infortuni, imprevisti e sfortuna. La vittoria in Champions League ha riaperto le speranze di qualificazione agli ottavi ma, soprattutto, ha rafforzato ancora di più la squadra che nonostante le numerose assenze è imbattuta dal 20 ottobre, è riuscita a rendere avvincente un campionato monotono come era diventata la Serie A e ha nelle sue mani il destino europeo. Basta vincere a San Siro contro il Barcellona già qualificato. Al momento, però, Antonio Conte vuole che la testa sia concentrata solo sul campionato. Non bisogna sottovalutare la Spal per continuare a sognare la vetta della classifica e arrivare col giusto slancio alla sfida contro la Roma della settimana successiva. Domenica, senza Barella e con il dubbio di Sensi il cui recupero non deve essere forzato per evitare ricadute, a centro- campo potrebbe essere confermato Borja Valero. Lo spagnolo si alternerà con Gagliardini, recuperato e già in campo sul finale della sfida di Praga. A guidare l’attacco e tutta la squadra, ci sarà ovviamente la coppia delle meraviglie Lukaku-Lautaro Martinez. I due attaccanti hanno già realizzato undici gol a testa con la maglia dell’Inter, il 58% delle reti totali realizzate dalla squadra. Numeri che potrebbero anche sbriciolare i record di un’altra coppia storica come quella di Vieri e Recoba. L’argentino, come Skriniar, però dovrà stare attento alle ammonizioni perché, diffidato, rischia di saltare la sfida contro la Roma.

Accortezze che saranno un ulteriore segnale di maturità, già mostrata nella sfida di Praga. Contro lo Slavia, infatti, l’Inter è riuscita a non farsi sopraffare dalle emozioni e dagli eventi. Guidata dalla solidità di Lukaku che si è trasformato in uomo assist e si è confermato leader indiscusso. Non lo ha scalfito il gol annullato nel primo tempo, come neppure i cori razzisti che ha sentito in due occasioni durante la partita. Ha deciso di non esultare portandosi la mano alle orecchie, ma non si è scomposto e ha risposto nel migliore dei modi, decidendo la partita. ‘’L’ho detto l’ultima volta in cui ero con la Nazionale belga, la Uefa deve fare qualcosa per risolvere questo problema perché situazioni del genere in uno stadio non sono giuste. Oggi (ieri, ndr) mi è successo due volte e non va bene che accada alle persone. Siamo nel 2019, ci sono molti giocatori di diverse nazionalità nelle loro squadre e quando allo stadio vanno persone che per me si comportano in modo sbagliato loro rappresentano un esempio negativo per i bambini. Spero che la ora Uefa faccia qualcosa, perché tutto lo stadio si è comportato così dopo il primo gol di Lautaro e questo non è un bene per la gente che guarda la partita’‘. Un appello di un giocatore che sta diventando il simbolo di questa Inter, tosta e aggressiva. Pronta a scrivere pagine importanti, perché come dice sempre il suo allenatore Antonio Conte: ‘’L’Inter non deve solo partecipare’‘.