M5S-Lega, battaglia sulla Rai



GOVERNO/RIUNIONI PER SCEGLIERE I NOMI AI VERTICI E SUPERARE I VETI RECIPROCI

ROMA. Arriva al dunque la lunga partita nel governo sui vertici Rai. Dopo lo stallo degli ultimi giorni Matteo Salvini e Luigi Di Maio provano a stringere sulla coppia amministratore delegato-presidente-tentando di superare i veti reciproci che, finora, hanno bloccato la trattativa. Difficile che nel Cdm convocato per oggi si arrivi alla definizione dei nuovi vertici. E a testimoniarlo è il fatto che l’assemblea dei soci Rai per la ratifica delle nomine, su richiesta del Tesoro, sia stata aggiornata a venerdì prossimo. Anche se, in tarda serata, a Palazzo Chigi ha luogo una serie di riunioni ad alto livello che, spiegano fonti di governo, non sono tuttavia ancora decisive vista l’assenza del premier Giuseppe Conte, in Puglia per il compleanno del padre. “Siamo a buon punto. Stiamo procedendo anche su questo fronte a individuare personalità slegate dalla politica, che siano le migliori”, assicura Di Maio in serata sottolineando la volontà di voler “reinternalizzare” i servizi rispetto al passato. Ma a frenare la trattative sono soprattutto due fattori: la difficoltà nel trovare nomi graditi a tutte le anime del M5S e alla Lega e il tetto salariale dei 240mila euro che, per la poltrona di ad, ha scoraggiato diversi candidati. In queste ore sarebbero in corso le “audizioni” finali dei profili così come voluto da Salvini. In pole, per il ruolo di amministratore, il nome più gettonato resta quello di Fabrizio Salini, ex direttore de La7: gradito al Movimento, a partire dal suo leader Di Maio. Si tratterebbe di un “outsider” e di un profilo manageriale: apprezzato, quindi, anche dall’ala ortodossa del Movimento. Ma su Salini sale, in queste ore, la pressione della Lega, che punta anche a bilanciare l’eventuale nomina dell’ex ad di Fox con uno schema più “gradito” al Carroccio per le direzioni dei Tg. Tra gli altri nomi in corsa resta “valido” quello di Andrea Castellari mentre Alessandro Bompieri, dg di News Italy di Rcs, ha fatto sapere di non essere disponibile. E anche Paolo Tagliavia e Marinella Soldi sono ormai fuori dalla partita. “Sono lusingata che il mio nome si accostato a possibili ruoli di vertice in Rai, ma sarò impegnata nel mio lavoro con Discovery fino al prossimo mese di otto- bre”, spiega nel pomeriggio Soldi, Chief Strategy Officer Emea e President & Ma- naging Director Sud Europa di Discovery. Anche per la Presidenza Rai, carica che dovrà passare il vaglio della Vigilanza (con i 2/3 dei sì necessari) la partita è tutt’altro che conclusa. Tra i nomi in pole resta attuale quello di Giovanna Bianchi Clerici, apprezzata dalla Lega ma che potrebbe vedere un forte scetticismo interno al Movimento - soprattutto nella sua ala ortodossa, vicina al presidente della Camera Roberto Fico - visto il suo legame pluriannuale con il mondo dei partiti. A fare da appendice al nodo Rai c’è la partita sulle altre (centinaia) di nomine alle partecipate, a cominciare da quella del Ceo di Ferrovie dello Stato, per il quale quale la Lega continua a puntare fortissimo su Giuseppe Bonomi.


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