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Macerata divide la sinistra



ELEZIONI/CAOS SUL CORTEO ANTIRAZZISTA, TONI DURI DI SALVINI CONTRO L’ISLAM

CIVITANOVA MARCHE. Caos a sinistra sul corteo antirazzista di sabato a Macerata. E scontro frontale tra i partiti sul tema della sicurezza. Pochi giorni dopo il raid di Traini, la sinistra si spacca sulla scelta di manifestare o meno, nel giorno in cui Matteo Salvini, in tour elettorale nelle Marche, lancia il suo affondo contro l’Islam e usa toni molto duri contro i migranti, aprendo le ostilità con il Pd e Liberi e Uguali. Già l’altro ieri l’Anpi, l’Arci, la Cgil e Libera avevano rinunciato all’idea di scendere in piazza nella città teatro del- l’attentato di sabato scorso, accogliendo di fatto lo stop del Viminale, preoccupato dal rischio di scontri con la destra radicale, che - con Forza Nuova - conferma la sua presenza a Macerata. Una scelta che ha provocato dei forti mal di pancia, visto che hanno confermato la loro presenza in piazza non solo i centri sociali e gli studenti, ma anche la Fiom, il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni e il movimento di De Magistris. Senza contare che cresce il dissenso interno all’Anpi e all’Arci dove la base sta ampiamente confermando la presenza di sabato. A questo punto è evidente che malgrado le difficoltà oggettive nel gestire una piazza molto calda, nessuno potrà contrastare, al di là della moral suasion, la presenza di parlamentari. Un tema che allontana ancora di più LeU dal Pd e il governo. Speranza, Frato- ianni e Civati scrivono a Gentiloni e Min- niti definendo lo stop al corteo “sbagliato e pericoloso”. Il Pd, invece, con Maurizio Martina, annuncia l’organizzazione di una grande manifestazione nazionale, assieme alle associazioni promotrici dell’appello “mai più fascismi”. Estraneo a questa polemica Matteo Salvini alza ancora il tono della sua campagna elettorale e definisce l’Islam “incompatibile con la Costituzione”, accusa il Pd di essere responsabile dei fatti di Macerata e dichiara che “il sacrificio di Pamela non sarà invano”. Insomma, rilancia con vigore le sue parole d’ordine sempre più radicali. “Mi accusano di tutto, ma ho le spalle larghe e me ne frego... Non posso dirlo? Allora - prosegue tra gli applausi - diciamo me ne disinteresso”. Civitanova dista poco da Macerata, tuttavia Salvini, conferma la scelta di non fare tappa in città: “Andrò a telecamere spente, voglio risolvere problemi, non crearne”. Anche le temute contestazioni a Civitanova Marche, non ci sono state. Tuttavia, commenta con toni molto forti la vicenda che da giorni sta scuotendo la politica e l’Italia. Parole dure, molto apprezzate dai suoi sostenitori che rispondono con slogan come “lavoro prima agli italiani”, e “basta stranieri, ora la ruspa”. Intanto Berlusconi continua a cavalcare il tema della sicurezza annunciando che con il Governo del centrodestra tutti i militari saranno impiegati nelle strade. Poi Salvini, che ieri ha incontrato i “senza lavoro” della Tecnowind di Fabriano e i “senza casa” di Camerino, si offre come garante di un cambio radicale, economico e sociale. Promette di voler difendere le produzioni italiane da chi prende soldi pubblici e poi delocalizza, assicura che difenderà i Made in Italy in Europa. Ma il punto forte della sua proposta politica resta la soluzione con le maniere forti al tema migrazione-sicurezza. Poi apertamente attacca i dem: “Se c’è qualcuno che è irresponsabile nei confronti degli italiani e della pace sociale è il Pd”. Parole che fanno inalberare Maurizio Martina: “Le reazioni di queste ore dimo- strano purtroppo che è Salvini l’irresponsabile. Recuperi equilibrio nelle parole che usa e nelle cose che fa”. In serata Matteo Renzi definisce quella di Salvini una campagna elettorale di “follia totale” e conferma che quello di Traini è stato “un atto di razzismo devastante”. Contrariamente al leader ‘lumbard’, chi invece decide di andare a Macerata è il Presidente del Senato e ora leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso. Qui fa prima visita alla madre di Pamela Mastrogiacomo, quindi vede gli ex- tracomunitari vittime del raid di Traini, ancora ricoverati in ospedale.


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