Macron, pugno duro con i migranti

FRANCIA/SHOCK A PARIGI PER LO SGOMBERO VIOLENTO, BUFERA SULLA POLIZIA. IL MINISTRO ORDINA UN’INCHIESTA



di Paolo Levi

PARIGI. Shock, indignazione e proteste in Francia per la violenta evacuazione da parte della polizia di un improvvisato accampamento di migranti nel cuore di Parigi. Uno sgombero ad alta tensione che scuote le coscienze suscitando una valanga di proteste nonché l'alzata di scudi dell'opposizione, dei sindacati e di asciazioni infuriate contro quella che bollano come la "deriva liberticida" dell'attuale amministrazione di Emmanuel Macron. Tutto ha inizio lunedì sera, quando diverse centinaia di migranti, aiutati da volontari di associazioni in loro sostegno, sistemano centinaia di tende in Place de la République, piazza simbolo nel cuore della capitale, per sensibilizzare l'opinione pubblica ed invocare alloggi d'urgenza per gli esiliati senzatetto. Nemmeno un'ora e scatta quella che alcuni considerano l'arancia meccanica della polizia tra violenze e lacrimogeni. Anche diversi giornalisti presenti sul posto si dicono vittime delle violenze in un contesto in cui i media denunciano da giorni la controversa proposta di legge sulla 'Sicurezza Globale’ adottata in prima lettura dall'Assemblea Nazionale che vieta di filmare gli agenti nell'esercizio delle loro funzioni. Nel tardo pomeriggio la procura di Parigi annuncia, tra l'altro, l'apertura di un'inchiesta per "violenze da parte di pubblico ufficiale" contro Rémy Buisine, un giornalista del media on-line Brut che copriva lo sgombero. Più in generale, nelle immagini dell'evacuazione si vedono gli agenti a ruota libera spingere violentemente i granti - soprattutto afghani - strappando le centinaia di tende sistemate poco prima sotto alla statua della Marianna repubblicana. Proteste contro l'uso eccessivo della forza da parte degli agenti sono giunte anche da membri della maggioranza. Lo stesso ministro dell'Interno Gérald Darmanin ha deplorato immagini "scioccanti" e chiesto all'Ispettorato della polizia di avviare un'inchiesta interna per fatti "inaccettabili" le cui conclusioni verranno rese entro 48 ore. Rémi Ink, un giornalista di radio Rmc, era presente sul posto al momento dell'evacuazioneÈ stato tra i primi a denunciare scene "molto violente", "scioccanti". Come quella di un "migrante che fugge, inseguito da un primo agente. Non rappresenta alcuna minaccia. Quando passa davanti ad un secondo poliziotto, questo gli fa lo sgambetto, per farlo cadere .Un gesto totalmente gratuito", deplora il giornalista, citando anche un altro video in cui si vede un poliziotto sollevare una tenda, scuotendola, per fare uscire un migrante rifugiatosi all'interno. "L'uomo, che rotola a terra, raccoglie i suoi pochi averi, la coperta, e se ne va via correndo, in modo disumano". Altri filmati mostrano gruppi di migranti rientrare in seguito, in piena notte, a piedi, verso la banlieue di Seine-Saint-Denis, senza un punto d'approdo, scortati e inquadrati da auto della polizia. Secondo Rmc, le forze dell'ordine applicano il principio della "tolleranza zero", istituito a inizio anno dal prefetto di Parigi, Didier Lallement, contro i campi illegali di migranti. Da allora, molti esiliati si sono ritirati nella banlieue di Seine-Saint-Denis. L'operazione puntava ad evacuare diverse centinaia di esiliati, soprattutto afghani, che erravano per la capitale dopo l'evacuazione di un importante campo a Saint-Denis la settimana scorsa. Ad oltre 3.000 di loro era stato dato un tetto ma tra i 500 e i 1.000 erano rimasti in strada. Di qui la decisione di convergere insieme in Place de la République per restare al sicuro e sensibilizzare l'opinione pubblica sulla loro situazione disperata. Fino all'intervento della polizia.

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