Macron sfida Hollande


FRANCIA/L’EX MINISTRO SI CANDIDA ALL’ELISEO. IN CAMPO ANCHE MARINE LE PEN


PARIGI. I primi a scaldare i motori per la corsa all’Eliseo sono gli antisistema. Attesissimo, il “je suis candidat” di Emmanuel Macron, 38 anni, ex ministro dell’Economia, è arrivato questa mattina. L’annuncio dell’ex banchiere d’affari di Rotschild, alfiere della sinistra liberal e riformista, è arrivato da un centro di formazione in banlieue. Camera con vista sull’Eliseo, invece, per Marine Le Pen, che ha inaugurato i nuovi locali del quartier generale nel cuore politico di Parigi. La vittoria di Donald Trump ha messo il turbo alla sua campagna: “La gente sta ri- prendendo in mano il suo futuro”. Ma il padre, Jean-Marie, la attacca furiosamente e la nipote Marion si sfila. Macron, ex stretto consigliere del presidente Francois Hollande, che l’ha considerato come un figlio prima di accusarlo di alto tradimento, ha giocato d’anticipo. Contro il Partito socialista, che soltanto a gennaio avrà le idee chiare sul suo schieramento per l’Eliseo, ma soprattutto contro la destra, alla quale spera di strappare voti. L’enfant-prodige della politica, che ha provato con la legge ‘sblocca-Francia’ a spezzare abitudini e privilegi acquisiti, piace forse più nel centrodestra che nella sinistra, che in Francia ritiene sempre l’orientamento liberal fortemente antipopolare. E domenica si scontrano, nel primo turno delle primarie, i tre tenori dei Republicains - Sarkozy, Juppé, Fillon - ai quali il rampante Macron spera di sottrarre preferenze fin da subito. “En marche”, il movimento che ha creato ad aprile per preparare la sua discesa in campo al momento di lasciare il governo, non è un partito, e questa è la debolezza del candidato Macron, che dovrà lavorare da solo. E con l’ostilità di gran parte della gauche che l’ha ripudiato, primo fra tutti il pre- mier Manuel Valls: “Non mi tange”, è stata la reazione di Valls alla candidatura dell’ex collega di governo, che - spiega - ha deciso di intraprendere “un’avventura personale”. Vuole cancellare le differenze fra destra e sinistra? “E’ assurdo - replica Valls - la nostra politica funziona così”. Macron è l’uomo che vuole liberalizzare la durata dell’orario di lavoro bloccato per legge a 35 ore, che vuole far scegliere ai lavoratori l’età alla quale andare in pensione, che vuole “sbloccare la Francia” e farla “entrare nel XXI secolo”: “Ho visto dall’in- terno la vacuità del sistema politico - ha detto ieri - sono convinto che abbiano torto sia gli uni sia gli altri. Sono i loro modelli, le loro ricette ad aver fallito. Il paese, il nostro paese, non ha fallito. Lo sa, lo sente. Ed è da lì che nasce il divorzio fra il popolo e i suoi governanti”. Da un antisistema all’altra, dalla banlieue al centro strategico, politico e mediatico, di Parigi: Marine Le Pen, con un sorriso che non l’ha abbandonata per tutta l’inaugurazione, ha presentato ‘L’Escale’, la nuova sede della campagna elettorale, nell’elegantissima Faubourg Saint-Honoré, a poche

centinaia di metri dall’Eliseo. Ma soprattutto ha presentato il nuovo motto, “In nome del popolo”, ha inneggiato a Trump ed ha inserito nei manifesti un’inedita rosa blu. Una rosa distesa, sotto una grande scritta, Marine, senza il cognome. Soprattutto, una rosa senza spine: “La rosa è un fiore assimilato alla gauche, il blu un colore che sa di destra. Ma questa è senza spine, quelle le abbiamo lasciate alla sinistra”. Un paio di spine, però, sembrano sopravvivere al lifting di Marine. Suo padre Jean-Marie, 88 anni, si è infuriato per il nuovo logo dal quale sparisce il cognome dei Le Pen: “Non ha bisogno di cognome Marine, è una trovatella...”. Poi, non contento, ha twittato un “non c’è rosa senza spine”, addirittura in tedesco. Eloquente anche l’assenza della nipote Marion, sempre più vicina al nonno che alla zia. Nel giorno della grande presenta- zione del quartier generale, è andata in trasferta a Mosca.


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