Madrid: impediremo il referendum


SCINTILLE IN CATALOGNA/«NO» ALL’ULTIMA OFFERTA PER UN DIALOGO COSTRUTTIVO. PRONTO UN MEMORANDUM SEGRETO


MADRID. Le schermaglie politiche sono diventate sciabolate fra i governi di Madrid e Barcellona sulla patata bollente della secessione catalana, a poche settimane dalla scadenza del referendum previsto per fine set- tembre dal presidente indipendentista della Catalogna Carles Puigdemont. Il ministro della difesa Maria Dolores de Cospedal, da cui di- pendono forze armate e Guardia Civil, ha detto ieri che Madrid non permetterà che si svolga il referendum annunciato dal governo catalano, appoggiato dalla maggioranza assoluta indipendentista nel Parlamento di Barcellona. "Faremo quello che do- vremo" ha avvertito, con tono deciso. "Il governo è disposto a tutto per impedire il referendum" ha confermato ieri El Pais. Rajoy da tempo ha denunciato come 'illegale' e contrario alla Costituzione del 1978, adottata dalla Spagna nella transizione fra dittatura e democrazia, il progetto secessionista catalano. Lunedi Puigdemont gli ha fatto una "ultima offerta", per negoziare un referendum concertato come quello scozzese fra Londra e Edinburgo. Rajoy ieri ha confermato il suo ecco «no», riaffermando che un referendum sulla indipendenza di una regione spagnola sarebbe non solo una violazione della costituzione ma anche un "grave minaccia per la convivenza e l'ordine costituzionale". Il braccio di ferro fra Madrid e Barcellona è ormai giunto in una fase incandescente. El Pais ha pubblicato la bozza 'segreta' del disegno di legge di 'disconnessione' verso l'indipendenza che la maggioranza indipendentista nel Parlamento catalano prevede di approvare nella seconda metà di agosto, formalizzando la data del referendum. Sarà quello che Rajoy ha definito secondo la stampa spagnola "il punto del non ritorno" esprimendo "preoccupazione enorme". La bozza prevede fra l'altro la sospensione per un periodo di due mesi della applicabilità delle sentenze della giustizia spagnola. Quindi anche della corte costituzionale, che finora ha bocciato ogni iniziativa indipendentista facendo scattare processi e interdizioni dai pubblici incarichi per leader secessionisti come l'ex-presidente Artur Mas. Per impedirlo e bloccare un possibile referendum Rajoy è pronto a usare la forza. Il governo di Madrid rileva El Pais "userà tutti i mezzi a sua disposizio-e". C'è un "memorandum segreto" con le misure che ogni ministero dovrà prendere. La presenza della polizia di Stato è stata rafforzata in Catalogna. Per impedire l'apertura dei seggi Madrid potrebbe anche prendere il controllo della polizia catalana i Mossos d'Esquadra, non ha escluso il ministro degli interni Juan Ignacio Zoido. I sondaggi danno in calo il fronte indipendentista, al 42%. Ma i partiti catalanisti minacciano se Madrid impedirà il voto una Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza (Dui). "Tutto è pronto" per il voto dice il vicepresidente catalano Oriol Junqueras. Il conto alla ro- vescia verso lo 'scontro fra treni' è iniziato. Restano 3 mesi. Ed ora nessuno sa come andrà a finire.


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