Mafia Roma, 24 a rischio processo


TRA I DESTINATARI IL RAS DELLE COOPERATIVE BUZZI E L’EX CAPOGRUPPO PD AL COMUNE FRANCESCO D’AUSILIO


ROMA. Mafia Capitale atto terzo. Dopo la conclusione delle inchieste scandite dagli arresti del dicembre 2014 e del giugno 2015, per le quali è in corso il processo a 46 imputati nell'aula bunker del carcere di Rebibbia, la procura di Roma ha chiesto altri 24 rinvii a giudizio. Riguardano vecchie conoscenze, come il ras delle cooperative Salvatore Buzzi e l'ex diretto-e generale di Ama Giovanni Fiscon, e personaggi non ancora comparsi in un'aula di giustizia, come l'ex capo- gruppo Pd al Comune di Roma Francesco D'Ausilio. Una ventina i capi di imputazioni, per fatti avvenuti tra il 2011 ed il 2014, ed accuse che vanno dalla corruzione alla turbativa d'asta, dalla violazione del segreto al finanziamento illecito. Tra i destinatari della richiesta di processo da parte dei pm di piazzale Clodio ci sono Salvatore Nucera, capo staff della segreteria di D'Ausilio, gli imprenditori Fabrizio Amore e Flavio Ciambella, l'ex direttore del X Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde-Protezione civile di Roma Capitale Fabio Tancredi, l'ex sindaco di Sant'Oreste Sergio Menichelli, Nadia Cerrito, ex collaboratrice di Buzzi, Clelia Logorelli, quale dirigente preposto al settore verde di Eur spa, Giampaolo Cosimo De Pascali, appuntato in servizio presso il Reparto Carabinieri Presidenza della Repubblica (Ufficio Direzione Sovrintendenza Centrale Servizi di Sicurezza), il presidente dellacooperativa 'Capodarco’ Maurizio Marotta. I pm hanno disposto lo stralcio delle posizioni di Eugenio Patanè e Marco Vincenzi, ex consiglieri Pd alla Regione Lazio, per un approfondimento degli episodi loro attribuiti. La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal procuratore Giuseppe Pignatone, degli aggiunti Paolo Ielo e Michele Prestipino e dai pm Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini. Quanto alle principali posizioni, l'ex capogruppo del Pd in Campidoglio D'Ausilio ed il suo ex collaboratore Nucera sono accusati di corruzione e di finanziamento illecito per essersi posti, si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, al "servizio di soggetti legati al gruppo Buzzi". Nell'ambito di ciò entrambi avrebbero ricevuto, secondo l'accusa, nel 2014 da Buzzi "la somma di almeno 12.240 euro" oltre alla promessa di altri 50 mila, anticipo di 130 mila complessivi, in cambio "dell'approvazione della liquidazione dei debiti fuori bilancio del Comune di Roma e la corresponsione del 5 percento del valore economico dei lotti assegnati con dieci procedure negoziate indette dal Dipartimento Tutela Ambiente". All'ex dg di Ama Fiscon sono contestati la turbativa d'asta di almeno quattro gare di appalto e di corruzione per aver ricevuto da Buzzi "utilità consistite nell'organizzare in sede di consiglio comunale e di giunta il consenso politico necessario alla sua riconferma come dg di Ama" a fronte di una iniziativa del sindaco Ignazio Marino per la sostituzione.


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