“Mai lavorato per Mosca”

CASA BIANCA/CAOS SHUTDOWN, VOLI IN TILT. TRUMP IN TRINCEA SUL RUSSIAGATE



WASHINGTON. Donald Trump mette l’elmetto e scende in trincea, sotto le crescenti ombre del Russiagate e gli effetti di uno shutdown record che mette a rischio voli e sicurezza dei siti governativi, esposti a cyber incursioni. “Non ho mai lavorato per la Russia”, si difende sdegnato il tyco-on, definendo come ‘fake news’ la notizia del Washington Post che il presidente ha tenuti nascosti anche ai suoi più stretti collaboratori i dettagli dei suoi incontri con Vladimir Putin e ha confiscato gli appunti dei suoi interpreti, che ora potrebbero es- sere interrogati dal Congresso. Trump li- quida come una “bufala” anche l’inchie- sta aperta dall’Fbi dopo il suo licenzia- mento di James Comey per accertare se il presidente faceva il gioco del Cremlino, sostenendo che ad avviarla fu un gruppo di agenti “canaglia” che complottavano contro di lui. Poi vola a New Orleans ad un raduno di agricoltori, uno dei punti di forza della sua base elettorale, anche loro colpiti dalla paralisi del governo per il blocco delle richieste di prestiti e sussidi. Ma prima di salire a bordo dell’Air Force One delinea la sua posizione, facendo intravedere ancora un lungo stallo. Il tycoon ha infatti escluso l’ipotesi, ventilata nei giorni scorsi, di dichiarare l’emergenza nazionale per gli immigrati al confine col Messico. Ma ha scartato anche la proposta, avanzata da Lindsey Graham, senatore repubblicano a lui molto vicino, di mettere fine allo shutdown per tre settimane allo scopo di consentire la ripresa dei negoziati con i dem. “L’ho rifiutata, voglio risolvere il problema, non posticiparlo”, ha osservato. Lui continua a scaricare la colpa dello shutdown ai dem, che non concedono i fondi per il muro al confine col Messico, ma in tutti i sondaggi la maggioranza punta il dito contro di lui. Il Paese comincia a risentire degli effetti del blocco dell’attività governativa, la più lunga della storia Usa, con 800 mila dipendenti federali senza paga da 24 giorni. Le conseguenza si ripercuotono anche sugli aeroporti, con la riduzione degli addetti ai controlli e quindi la chiusura di alcuni terminali, come a Houston e Miami. Inevitabili i ritardi e le cancellazioni di molti voli, e le lunghe code ai checkpoint, come allo scalo di Atlanta, uno dei più trafficati del mondo. Lo shutdown avrebbe effetti anche sulla sicurezza informatica di diversi siti governativi. Dal Dipartimento di Giustizia alla Nasa, per dozzine di portali è infatti scaduto il certificato di sicurezza e gli hacker si possono frapporre tra la piattaforma e gli utenti che la visitano.  A renderlo noto è Netcraft, società inglese che si occupa di sicurezza, che specifica come alcuni di questi siti incamerino molte informazioni personali degli utenti. Se lo shutdown andrà avanti, sempre più certificati di sicurezza scadranno, poiché c’è la necessità di avere degli impiegati che li rinnovino. “Ci sono reali opportunità per minare la sicurezza dei cittadini degli Stati Uniti”, dice Paul Muton, ricercatore di Netcraft.

Post recenti

Mostra tutti