Malagò: la decisione al Cdm



OLIMPIADI 2026/TRA MILANO, TORINO E CORTINA L’ULTIMA PAROLA SPETTA AL CIO

ROMA. Meno di una settimana per studiare a fondo i tre dossier. Nella corsa alla candidatura per le Olimpiadi invernali del 2026 l'elemento nuovo è rappresentato dal fatto che la scelta non sarà soltanto "tecnica", come auspicato dal presidente del Veneto Luca Zaia, al Coni per incontrare di persona il numero uno dello sport italiano e illustrargli un dossier definito dal Governatore "in controtendenza". Sulla decisione della città da candidare "si stanno facendo valutazioni anche politiche", annuncia lo stesso Malagò poco dopo, un tema che aveva già lasciato intuire nei giorni scorsi ma che oggi si è arricchito di un elemento, un Consiglio dei ministri che se ne potrebbe occupare venerdì, stando a quanto annunciato dallo stesso Malagò e a "cui seguirà il 10 luglio il Consiglio del Coni che dovrà entrare nel dettaglio della questione". Milano, Torino e Cortina, l'ultima parola secondo procedura Cio spetta al Comitato olimpico nazionale, anche se il capo dello sport italiano ha sempre specificato (anche per la corsa di Roma 2024) che "servono tre gambe: Coni, Enti locali e Governo". Per il momento ci sono le volontà dei sindaci, ma serve anche la certezza di Palazzo Chigi. Ed è proprio dal Governo che poi dovranno arrivare le doverose garanzie finanziarie che vuole il Cio. Specie dopo la corsa di Roma 2024 andata in fumo prima della decisione finale di Lima, con il Coni impegnato nell'ultimo anno e mezzo a ricucire attraverso un lavoro di mediazione condotto direttamente da Malagò con il presidente del Cio, Thomas Bach, e riuscendo a ottenere anche la sessione del Cio di Milano 2019, la stessa in cui si deciderà la città vincitrice della corsa ai Giochi del 2026. Adesso servono le garanzie dal nuovo governo giallo-verde. Rappresentato da un lato dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti per conto della Lega, mentre per i grillini dal vicepremier Luigi Di Maio, tutte e due ieri presenti al tavolo della cabina di regia sulle Universiadi. Dopo aver ascoltato, attraverso Diana Bianchedi, ieri il sindaco di Torino Chiara Appendino e aver incontrato oggi il governatore del Veneto Zaia, la giornata 'olimpicà di Malagò si chiude in serata con l'incontro a Milano con Sala e Fontana . "Se non ci sono controindicazioni", la sua convinzione, la decisione sarà ufficializzata dal Consiglio nazionale del Coni del prossimo 10 luglio. Malagò ha anche chiesto che non ci sia "fuoco amico" e che "chi resterà fuori dalla corsa dovrà remare nella stessa direzione". Un appello che Luca Zaia è il primo a raccogliere: "Per noi non ci sono avversari: Milano e Torino sono due città eccezionali - ha detto il presidente veneto - e chi dovrà scegliere dovrà scegliere tra due filosofie: neve o città metropolitane. Poi sarà giusto fare squadra".


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