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Maldini dice “forse”


Il nuovo Milan/Il giocatore-bandiera: “Mi vogliono, ma devo capire che autonomia avrò”


MILANO. Prima di dare una risposta alla proprietà cinese che sta comprando il Milan, Paolo Maldini vuole incontrare direttamente i componenti della cordata asiatica. L’ex capitano rossonero, che finora ha avuto uno scambio di una decina di minuti con David Han Li (“L’unico che conosce l’inglese”), vuole andare oltre l’incontro con Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli nel quale gli è stato offerto un incarico nell’area tecnica del nuovo Milan. “La mia storia di uomo e di calciatore del Milan - dice Maldini a Sky Sport 24 - mi impone di capire fino in fondo le idee della nuova proprietà, i loro progetti e come pensano di agire. Ho bisogno di sentirmelo dire direttamente da loro per un motivo di coerenza: se ci devo mettere la faccia, il cuore e la passione, perché so come sono fatto, lavorerei 24 ore su 24, 365 giorni all’anno per la causa, lo voglio fare per un progetto realmente serio. Sono pronto a stravolgere la mia vita, non sono io ad avere cercato il Milan, ma sono stati loro ad avere cercato me, quindi ritengo giusto che io possa parlare con la nuova proprietà prima di prendere una decisione definitiva. E’ una questione di principio e di giustizia”.Maldini vuole chiarezza su questo fronte (e non è il solo): nei confronti di una proprietà che fatica ancora, all’approssimarsi del closing, a manifestarsi in tutte le sue componenti e a fornire spiegazioni sulla struttura dell’operazione. L’ex fuoriclasse è stanco delle voci e vuole certezze: “Vedo che il mio nome un po’ troppo spesso viene tirato in ballo attra- verso notizie false, o quantomeno non verificate. E’ vero che ho incontrato Fassone e Mirabelli a casa mia, mi è stato detto che l’obiettivo della nuova società è quello di riportare il Milan, in cinque anni, fra i top club del mondo”. Maldini vorrebbe avere un ruolo che gli permette di prendere decisioni dirette: “Si è detto di una mia richiesta elevata a livello economico: non ho fatto alcuna richiesta in tal senso. Si è detto di alcune condizioni che avrei dettato: semplicemente ho fatto presente che se mi dovesse essere affidata l’area tecnica, sarebbe giusto che io possa prendere delle decisioni, ed eventualmente sbagliare, in autonomia. E questo non vuol dire by-passare il ruolo di Fassone”. È proprio qui è il nodo della vicenda perché difficilmente la “bandiera” inserita in società dovrebbe avere funzioni di comando nella sua area, almeno secondo i progetti attuali. Maldini respinge anche le accuse di scarsa esperienza a livello dirigenziale: “Mi sento di affermare che a livello tecnico di esperienza ne ho, e deriva da una vita trascorsa sul campo con la maglia del Milan, che continuo a considerare non come una seconda pelle, ma come la mia prima e unica pelle. Vorrei che una cosa fosse chiara, senza generare alcun tipo di fraintendimento: qualunque decisione io dovessi prendere, lo farò solo ed esclusivamente per il bene del Milan. E se alla fine dovessi far parte della nuova società, vorrei che i contatti con la proprietà, ovviamente condivisi con Fassone, siano continui e costruttivi, non servirebbe sentirci solo una volta ogni tanto. Se si devetornare al top, lo si deve fare tutti insieme, all’interno di un progetto condiviso. Si è anche detto che la mia risposta negativa è già arrivata: semplicemente, al momento, non sono d’accordo con il ruolo che mi è stato prospettato. Chiedo rispetto, un rispetto che penso di meritare”.


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