• Redazione

Maniero ritorna in carcere

L’EX BOSS DELLA MALA DEL BRENTA ACCUSATO DI MALTRATTARE LA COMPAGNA

di Andrea Cittadini


BRESCIA. “Sono Felice Maniero, da oggi il mio lavoro è il giornalista d’inchiesta” diceva davanti alle telecamere del web solo pochi mesi fa l’ex boss della Mala del Brenta. Per ora sotto inchiesta è finito lui, in carcere da venerdì mattina con l’accusa di maltrattamenti nei confronti della compagna di una vita, una donna di 47 anni, madre della sua figlia 18enne, che lo accompagna dagli Anni 90. L’indagine della Procura di Brescia durava da tempo e il gip Luca Tringali ha accelerato i tempi, firmando l’ordinanza di custodia cautelare, con la nuova legge del codice rosso. Faccia d’angelo, come è sempre stato soprannominato, è stato arrestato nella casa dove da tempo vive a Brescia, nella zona nord della città, quartiere residenziale, con una nuova identità. E ha pianto davanti ai poliziotti che lo hanno riportato in carcere dove mancava dall’agosto 2010, quando aveva finito di scontare le condanne - ridotte grazie alla collaborazione fornita dal 1995 - per il suo passato segnato da omicidi, rapine, assalti ai portavalori e traffico di droga. Dal terrore seminato in Veneto, alle lacrime di Brescia, un passo lungo 30 anni. “Non è certo l’uomo che si può pensare nell’immaginario collettivo. Non ha negato alcuni scontri con la compagna, ma ritiene il quadro amplificato probabilmente per il suo passato criminale”, ha spiegato l’avvocato Luca Broli, nominato di fiducia dopo un lungo incontro questa mattina in carcere a Bergamo dove Maniero è ristretto in una zona protetta. “Ho incontrato una persona sicuramente affranta e preoccupata per le contestazioni mosse nei suoi confronti” ha raccontato il difensore che lunedì sarà al fianco del boss del Brenta nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto. La compagna che lo ha denunciato e fatto arrestare, da questa estate vive lontano da lui, in una comunità protetta come chiesto e ottenuto davanti a quello che ha raccontato essere l’ennesimo episodio di violenza fisica e psicologica subito. Il primo pensiero di Maniero venerdì mattina quando è stato arrestato, è andato alla figlia 18enne alla quale è legatissimo. “Mi ha raccontato che è la sua ragione di vita e vuole proteggerla”, spiega il legale. Già una volta lo Stato aveva tolto la protezione al boss della Mala veneta e ora, alla luce di questo nuovo arresto, la posizione di Faccia d’angelo sarà valutata. Maniero dopo aver ritrovato la libertà aveva avviato con il figlio illegittimo un’azienda che si occupava di depurazione delle acque. Progetto naufragato nel 2015 e ora si era inventato giornalista d’inchiesta lanciando la sua campagna contro le microplastiche. Parlava al popolo della rete dal salotto della sua casa bresciana, dove gli agenti di Polizia lo hanno prelevato venerdì. “Ne uscirò, dimostrerò - dice - che non è come sembra”.

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