• Redazione

Marine Le Pen nei guai



FRANCIA/LA LEADER DEL FRONT NATIONAL ACCUSATA DI AVER STIPULATO UN «CONTRATTO FALSO»

PARIGI. Marine Le Pen, la leader del Front National in pole position per il primo turno della corsa all'Eliseo di prima- vera, è accusata di aver stipulato un "contratto falso" per il suo bodyguard al Parlamento europeo. Nella campagna presidenziale francese segnata dai colpi di scena - ora la giustizia ha annunciato che non archivierà il fascicolo sul Penelopegate, lo scandalo che travolge il candidato della Destra, François Fillon, per i presunti impieghi fittizi a moglie e figli - Marianne e Mediapart hanno rivelato un rapporto confidenziale, trasmesso alla giustizia parigina dall'Olaf, l'ufficio antifrode dell'Ue. Un rapporto che non farà dormire sonni tranquilli alla candidata Fn. Secondo le carte dell'Olaf, Le Pen avrebbe infatti stipulato al Parlamento europeo "un contratto di lavoro apparentemente falso per l'impiego fittizio del signor Thierry Légier". Non esattamente un esperto di politiche comunitarie, bensì il suo fedelissimo bodyguard personale che la segue da una vita. Il documento di 28 pagine conferma inoltre irregolarità legate all'assistente di Le Pen, Catherine Griset, confermando l'accusa secondo cui è stata pagata con i soldi dei contribuenti europei quando invece lavorava per il partito a Nanterre, in Francia. Ma torniamo a Thierry Légier: nel 2009, sostiene l'Olaf, venne stipulato un "primo contratto di 4 mesi", seguito da un secondo che va dal primo ottobre al 31 dicembre 2011.All'epoca il guardaspalle di Le Pen "incassava una remunerazione mensile di 7.237 euro netti" per un contratto a tempo parziale equivalente a "9.649 euro a tempo pieno". Stipendio "estremamente elevato", secondo gli inquirenti, citati da Marianne. Del resto, Le Pen stessa avrebbe riconosciuto di non aver mai realmente versato quel tesoretto (41.500 euro, equivalenti ai 3 mesi di contratto) al responsabile della sua incolumità fisica. Bensì di averli usati per mettersi in regola con l'Europarlamento, restituendo vecchi arretrati - arretrati smentiti però dall'Assemblea Ue. Di qui l'accusa di un contratto "apparentemente falso", che potrebbe comportare conseguenze penali. Nei giorni scorsi Le Pen ha accusato l'Europarlamento di tramare contro di lei e si è rifiutata di rimborsare i 300 mila euro che avrebbe dovuto restituire per gli impieghi fittizi. Ma in Francia, le magagne della leader frontista non sembrano scandalizzare più di tanto. L'attenzione dei media è tutta rivolta al Penelopegate. Ora la procura finanziaria ha annunciato che i numerosi elementi raccolti non permettono allo stato attuale di archiviare il caso. L'inchiesta preliminare per abuso d'ufficio e appropriazione indebita era stata aperta il 25 gennaio. Ma Fillon va avanti. La decisione dei giudici "non intacca la mia determinazione", ha detto oggi, aggiungendo: "Mi rimetto al giudizio del suffragio universale". Mentre il legale, Antonin Lévy, si è rivolto alle telecamere per denunciare quella che ritiene una violazione delle "regole di competenza della procura nazionale finanziaria e, peggio ancora, dei principi di separazione dei poteri". "Presidenziali: Marine Le Pen più forte che mai", titola intanto il quotidiano Le Monde. Secondo l'ultimo studio Cevipof per Ipsos-Sopra Steria, la candidata anti-euro guida le intenzioni di voto nel primo turno presidenziale del 23 aprile con il 26% delle preferenze


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA