Mario prudente come Janet



BCE-FED/RIDUZIONE DEGLI STIMOLI ALL’ECONOMIA: DRAGHI SEGUIRÀ LA STRADA DELLA YELLEN

ROMA. La Banca Centrale Europea inizierà a ridurre gli stimoli all'economia: è un processo inevitabile ma che Francoforte intende affrontare con tutta la prudenza del caso. Dopo quella mostrata nei giorni scorsi dalla presidente della Federal Reserve Statunitense, Janet Yellen ("Alzeremo i tassi, ma in maniera moderata e graduale", ha pro- messo di fronte al Congresso Usa), è molto probabile che anche Mario Draghi scelga la strada della cautela in occasione della riunione del board della Bce, fissata per il prossimo giovedì. Tutti gli analisti sono praticamente concordi: nella tradizionale conferenza dopo l'annuncio sui tassi, per i quali non ci sarà nessuna novità a meno di clamorose sorprese, Draghi non farà alcun riferimento all'avvio del tapering, cioè alla riduzione graduale dell'acquisto di bond sul mercato. Più probabile, invece, una indicazione che potrebbe aprire poi la strada dell'annuncio atteso quindi per la riunione per settembre, con la rimozione dal comunicato della frase che apre possibili ampliamenti del Quantitative Easing, se necessario. "La Bce sta provando a ottenere un'uscita dal QE in modo ordinato. Ciò significa che il tapering avverrà lentamente e che continuerà a sottolineare che al momento un aumento dei tassi è da escludere", spiega un analista di Abn Amro. Secondo un sondaggio condotto da Bloomberg fra 58 economisti, l'annuncio del tapering arriverà a settembre, quando Draghi sarà in possesso delle nuove previsioni di crescita (ad esempio l'Italia le aumenterà nel giro di po- che settimane, ha promesso venerdì il ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan). La riduzione degli acquisti sarebbe poi destinata ad iniziare nel gennaio del 2018 per estendersi poi per 9 mesi, invece dei sette precedentemente previsti. Il quarto trimestre del 2018, poi sarebbe l'occasione per la Bce per alzare i tassi di riferimento sui depositi dall'attuale -0,4%. A questo punto il prossimo interrogativo che alimenterà le attese del mer- cato sarà l'entità del tapering. Credit Suisse scommette su una riduzione di 15-20 miliardi (dagli attuali 60 miliardi di euro al mese, fino a dicembre 2017) per almeno tre mesi. Un primo test della reazione del mercato con la possibilità di modulare poi l'ampiezza del programma di uscita dal Qe proprio alla luce delle reazioni dei listini. Che in questi giorni stanno festeggiando nuovi record storici, soprattutto negli Usa, senza però riflettere le turbolenze che ancora agitano le economie di molti Paesi alle prese con gli strascichi della crisi.


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