Marquez si scusa con Vale



MOTOGP/MA ROSSI NON MOLLA: “PARLARE CON LUI? FORSE UN GIORNO”

AUSTIN. La MotoGp prova a ripartire dalla pista e superare l'ennesimo incidente tra Marc Marquez e Valentino Rossi. Il riaccendersi dell'astio tra "due divinità" del motociclismo - come li ha definiti Johann Zarco ad Austin - ha monopolizzato l'interesse di media ed appassionati, mettendo in ombra la vittoria di Cal Crutchlow a Termas de Rio Hondo. "In Argentina ho fatto tutto quello che ritenevo opportuno e tornerei a farlo. Ho detto che non cambierò il mio modo di correre, ma mi piace imparare dagli errori. Da quella domenica tutti possiamo imparare molte cose. Non ho alcun rancore verso Valentino, gli ho subito chiesto scusa, non avrei nessun problema a parlare con lui". Marquez ha parlato prima della conferenza stampa ufficiale ed è stata l'occasione per chiarire, spiegare e a provare a tendere una mano. Valentino Rossi parla in conferenza stampa a tarda sera. ''Le mie dichiarazioni in Argentina? Ho riguardato la gara e penso esattamente le stesse cose, confermo le mie parole, ma è meglio guardare avanti - ha sottolineato il pesarese - Noi come Senna e Prost? Loro si giocavano il Mondiale, invece quello che è successo in Argentina non ha avuto senso perché Marquez mi avrebbe superato alla curva successiva. Ma magari un giorno ci siederemo insieme e ne parleremo''. Rossi poi pensa al Gran Premio di Austin di domenica prossima: ''Lo stato d'animo è buono. Mi dispiace per quello che è successo in Argentina, mi sarebbe servito portare a casa qualche punticino, però mi sento pronto, tornare in pista e guidare di nuovo la moto è la cosa che ci serve di più''. Il clima di tensione ai piloti 'terreni' non piace, se Jack Miller, davanti ai giornalisti, ha sottolineato: "La vita è breve e noi la rischiamo ad ogni gara. Vorrei ricordare cosa successe tra Simoncelli e Pedrosa e come andò a finire". Nel maggio 2011, a Le Mans, un contatto tra l'italiano e lo spagnolo durante un sorpasso causò la caduta di Pedrosa che si fratturò la clavicola e saltò diverse gare. Tornato al Mugello, rifiutò di stringere la mano che il Sic gli tendeva, evitando anche di guardarlo in faccia. Simoncelli morì a Sepang, a ottobre dello stesso anno. "Solo allora ho capito quanto sia importante il perdono", si disperò poi Pedrosa. Fortunatamente in questa storiaccia nessuno si è fatto male, ma che un pilota esperto come Miller ricordi quell'episodio è significativo. Marquez ha spiegato anche che lo spegnimento del motore a Termas è stato causato da "un problema al cambio che ha influito sull'elettronica. La sfortuna ha voluto che sia successo in griglia, subito prima del via della gara".

"Quando si è spento il motore stavo cercando di tornare ai box, perché normalmente è quasi impossibile far ripartire una MotoGP da solo. Volevo tornare ai box perché lì i meccanici avrebbero riacceso il motore - ha aggiunto - ma poi c'è stata un po' di confusione anche con la Race Direction. C'è stato un malinteso, ma ora tutti sappiamo bene cosa bisogna fare in quella situazione".

A chi gli ha fatto notare che così ha però volutamente infranto le regole, ha risposto: "E' vero, so che bisogna alzare la mano, ma quando la tieni alzata per due secondi, sulla griglia ti sembra che siano quattro. Ho visto che non arrivava nessuno, quindi mi sono mosso per cercare di raggiungere i box il più velocemente possibile. Ho provato ad avviare il motore e si è acceso, è stato questo che ha creato confusione per tutti. Ora so cosa devo fare, ma spero che capiti più in futuro". Rossi, a caldo, l'ha definito un pilota pericoloso, del quale avere paura: "Sono opinioni, sensazioni rispettabili, io in moto non ho mai avuto paura. Ho rivisto la gara ed è stato un caos. Le condizioni della pista erano al limite". Come la pazienza degli altri prota- gonisti del Motomondiale.