Matuidi: “Riecco la Juve”



IL FRANCESE: “DA NAPOLI IL NOSTRO MESSAGGIO. ORA VINCIAMO AD ATENE”

TORINO. I tre punti conquistati venerdì nel big match con il Napoli appartengono già al passato. Gli appuntamenti si susseguono con ritmo frenetico in questo dicembre decisivo per la stagione della Juventus: domani i bianconeri saranno impegnati ad Atene contro l’Olympiacos, ultimo atto del girone di Champions League e ultimi tre punti da conquistare per poter archiviare l’Europa fino alla primavera. Ancora in dubbio la presenza di Mandzukic, monitorato quotidianamente per capire le condizioni del suo polpaccio dolorante, mentre saranno sicuramente assenti Howedes, che dovrebbe rientrare nel 2018, e Lichtsteiner, fuori dalla lista Champions oltre che infortunato.In caso di vittoria i bianconeri sarebbero qualificati, ma anche il pareggio o la sconfitta potrebbero bastare nel caso in cui lo Sporting Lisbona non vincesse al Camp Nou. “Non dobbiamo pensare ai rischi contro l’Olympiacos - è il punto di vista del centrocampista francese Blaise Matuidi - ma avere l’approccio vincente, pensare solo ai tre punti facendo il no- stro gioco. Sappiamo che sono una squadra difficile da affrontare, che ha strappato un pari con il Barcellona, ma anche noi siamo un’ottima squadra, non dobbiamo avere paura”. Il valore della Juventus è affiorato con prepotenza venerdì sera, quando il Napoli ha conosciuto il sapore della sconfitta mai provato in campionato: “Abbiamo lanciato un messag- gio forte e chiaro: la Juventus c’è, è forte ed è in corsa per lo scudetto. Una partita molto importante, ma non decisiva per il futuro del campionato: e poi era una sfida contro una diretta concorrente”.Venerdì Allegri ha mostrato ancora una volta tutta la sua padronanza tattica, avanzando Matuidi sulla linea dei trequartisti in fase di possesso per farlo arretrare quando la Juve difendeva, aumentando la densità e ostruendo le linee di passaggio del Napoli. “Abbiamo disputato davvero la partita che volevamo”, conferma il francese. “Cerco - aggiunge - di adattarmi ai differenti sistemi di gioco, dipende da quello che vuole l’allenatore. Quando giochiamo a due mi trovo bene, se giochiamo a tre a centrocampo come al San Paolo ho qualche possibilità in più di inserirmi”. Inserimenti che gli hanno fatto sfiorare il gol del 2-0 che avrebbe chiuso la contesa in anticipo, sventata solo da un vero e proprio miracolo di Reina: “Ho pensato ‘ma come ha fatto a prenderlo’, ero molto sorpreso. Lui è un ottimo portiere, lo ha dimostrato anche stavolta forse se l’avessi angolato di più sulla sinistra avrei fatto gol”.


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