Maxiprocesso, 29 ergastoli


ARGENTINA/LE ATROCITÀ DEGLI “ANGELI DELLA MORTE” FRA GLI ANNI ’70 E ’80


BUENOSAIRES. Il maxi processo per le atrocità commesse durante la dittatura militare argentina (1976-83) si è chiuso dopo 5 anni con 48 condanne, fra le quali 29 ergastoli, compreso uno per l’ex capitano di Marina Alfredo Astiz, noto come “l’angelo della morte”, e due per i piloti del “volo della morte” in cui è stata uccisa un’amica di papa Francesco.

Un applauso di gioia dei militanti per i diritti umani, in primis le Madri di Plaza de Mayo e altri familiari dei desaparecidos, ha accolto la sentenza letta dal giudice Daniel Obligado, presidente del quinto Tribunale Federale di Buenos Aires.

Nel lungo processo - tecnicamente partito da una denuncia presentata quasi 40 anni fa, nel 1978 - sono stati ascoltati più di 800 testimoni, compreso lo stesso Papa Francesco nel 2010, quando era “solo” monsignor Jorge Bergoglio, arcivescovo della capitale argentina.

Documenti e testimonianze sono servite per ricostruire le atrocità commesse in vari centri clandestini di detenzione, ma anzitutto nella Scuola Superiore Meccanica della Marina (Esma) dove era di casa Alfredo Astiz, l’ufficiale militare specializzato nell’infiltrazione dei gruppi di difesa dei diritti umani, fra i quali le stesse Madri di Plaza de Mayo, che lo conoscevano come “il biondino”.

Si calcola che almeno 5 mila detenuti clandestini, “desaparecidos”, furono rinchiusi e torturati nell’Esma: solo il 5% riuscì a uscirne vivo. Molti morirono sotto tortura o furono uccisi nei cosiddetti“volidellamorte”:caricatisuaereimilitari,

sedati con pentotal e gettati nelle acque gelide dell’Atlantico.

In uno di questi voli,il14 dicembre1977,venne uccisa assieme ad altre11persone,fra le quali tre suore francesi - Esther Ballestrino de Carreaga, una chimica paraguayana che era diventata molto amica del futuro pontefice. Si erano conosciuti nei primi Anni ’50, quando lui era un giovane apprendista chimico e lei era la sua responsabile in un laboratorio. “E’ lei che mi ha introdotto alla politica, mi faceva leggere molte cose e poi ne discutevamo: devo molto a quella donna”, disse Bergoglio durante il processo, nel quale raccontò anche come aiutò a nascondere la biblioteca di Ballestrino, che conteneva molti libri proibiti dai militari.

“E’ stato un processo storico”, ha detto Ana Maria Careag, la figlia di Ballestrino - rifugiatasi in Svezia dopo essere sopravvissuta a sei mesi di tortura nella Esma - aggiungendo che “non si è mai vista una cosa del genere in nessun’altra parte del mondo: è la prima volta nella storia che sono condannati anche gli ultimi anelli della catena, i piloti degli aerei dai quali buttavano la gente in mare”. E infatti anche Mario Daniel Arrù e Alejandro Domingo D’Agostino, i piloti dell’aereo dal quale fu gettata Ballestrino, sono stati condannati all’ergastolo, grazie all’inchiesta svolta da un’altra sopravvissuta della Esma, la giornalista Miriam Erwin, che è riuscita a rintracciare l’aereo usato per quel volo maledetto in Florida, nel 2011, e a ricostruire il suo programma di voli di quarant’anni prima.