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May con il “mal di Brexit”


“GRAN BRETAGNA PIÙ RICCA IN EUROPA”: UNA REGISTRAZIONE IMBARAZZA LA PREMIER


LONDRA. La Brexit continua a preoccupare Theresa May. Imbarazzo per la premier britannica dopo che il Guardian ha rivelato il contenuto di una registrazione con alcune sue dichiarazioni pro Ue, in cui parlava fra l’altro di Regno Unito più prospero in Europa, fatte prima del referendum del 23 giugno. L’allora ministro degli Interni, nel corso di un incontro “off the record” tenutosi il 26 maggio scorso nella sede londinese di Goldman Sachs, aveva espresso tutte le sue preoccupazioni e i dubbi sul divorzio da Bruxelles in particolare per le conseguenze negative sul Paese di una uscita dal mercato unico europeo, a partire da un “esodo” di società dalla City. Parole che stridono molto rispetto a quanto affermava ieri il primo ministro, impegnato proprio nell’assicurare alla Gran Bretagna l’accordo migliore nei futuri negoziati con Bruxelles. La registrazione, scrive il Guardian, rivela che May aveva molti timori sull’addio all’Ue, in contrasto anche con i suoi interventi sfumati di allora, in cui aveva espresso un timido sostegno alla campagna Remain. Ma ai banchieri della City invece aveva ricordato che il Regno doveva assumere un ruolo guida in Europa sperando che gli elettori avrebbero guardato al futuro piuttosto che al passato. “Molte persone investiranno nel Regno Unito perché il Regno Unito è in Europa”, auspicava fra l’altro la premier, che ora invece sostiene l’idea di un Paese “libero” di firmare accordi commerciali con partner in tutto il mondo. Di fronte alle polemiche, Downing Street ha tagliato corto e affermato che nel suo intervento prima del referendum May non aveva fatto altro che elencare “rischi ed opportunità” della Brexit. Quello che però emerge in modo sempre più chiaro è la difficoltà del primo ministro nel traghettare il Paese verso una “exit strategy” il più possibile condivisa. E ogni tentennamento non fa che scatenare la reazione delle opposizioni. Quando presenterà al Regno Unito un piano per il divorzio da Bruxelles? E’ la domanda che il leader laburista Jeremy Corbyn ha ripetuto ieri al primo ministro nel corso del Question Time accusandola di procedere in modo “caotico” nell’attuare il processo di uscita dall’Ue. “La Brexit in teoria doveva permettere di riprendere controllo ma i governi regionali non conoscono il piano, il mondo del business non lo conosce e nemmeno

il Parlamento”, ha tuonato Corbyn. Non aiutano le divisioni interne al governo e al partito conservatore pronto a scontrarsi su tutto, anche sull’espansione dell’aeroporto di Heathrow. Dopo le dimissioni del deputato tory Zac Goldsmith per protestare contro il via libera alla terza pista dello scalo londinese, già si parla delle elezioni suppletive per il suo seggio di Richmond, nel sud-ovest di Londra. Secondo il Daily Telegraph, il voto alla fine si trasformerà nel primo giudizio popolare sull’attuazione della Brexit e potrebbero essere dolori per la premier.


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