May: No ai compromessi e al referendum


BREXIT/IL PRIMO MINISTRO RABBONISCE LA FRONDA INTERNA MA SI AVVICINA IL ‘NO DEAL’


ROMA. Nessun compromesso con l'Ue sul piano per la Brexit che non sia nell'interesse della Gran Bretagna. È la promessa della premier Theresa May che sfrutta le colonne del conservatore Daily Telegraph per rabbonire la fronda interna al partito conservatore e stroncare sul nascere l'ipotesi di un secondo referendum sull'accordo con l'Ue.

"Sarebbe un tradimento della nostra democrazia e della fiducia" del popolo britannico, ha tagliato corto il primo ministro nel suo lungo editoriale. Alla May dalle colonne di un altro giornale, il Frankfurter Allgemeine Zeitung, risponde indirettamente il capo negoziatore di Bruxelles Michel Barnier avvertendo ancora una volta Londra che il divorzio dall'Ue non sarà 'a la carte' e confermando l'ipotesi di una breve estensione dei colloqui a metà novembre.

"Non mi farò costringere a nessun compromesso sull'accordo di Chequers che non sia nel nostro interesse nazionale.

Per questo ci stiamo preparando all'eventualità di un 'no deal' se sarà

necessario", ha scritto la premier sul quotidiano. L'accordo citato è quello raggiunto dal governo il 6 luglio scorso nella residenza di campagna del primo ministro che prevede un'uscita 'soft' del Regno Unito.

Un accordo che non piace né a Bruxelles né ai parlamentari Tory più euroscettici e al governo britannico è già costato due ministri di peso. Da allora, rassicura May sul Telegraph, sono stati fatti "veri progressi" nei negoziati soprattutto nel settore del "commercio di beni industriali e prodotti agricoli".

È sull'economia,infatti, che si gioca la partita più difficile, forse l'unica che conta davvero, con Bruxelles ma anche in casa. Su questo punto Barnier è stato molto meno rassicurante della May dichiarando apertamente di essere "fortemente contrario" alle proposte economiche contenute nel piano di Chequers. "La Gran Bretagna non potrà scegliere quali regole seguire e quali ignorare. Se decidono di restare nel mercato unico devono accettare tutte le regole e dare il loro contributo alla solidarietà europea", ha dichiarato l'ex ministro

francese probabilmente riferendosi a quel passaggio, frutto del difficile compromesso trovato con i'brexiteers'più duri e puri, in cui si dice che il Regno Unito resterà fuori dal mercato comune ma con un accordo di libero scambio con l'Ue. Il tempo stringe.

Ufficialmente i negoziati devono concludersi entro il vertice Ue del 18 ottobre. Per Barnier a questo punto servono "decisioni politiche". Ma con il governo sempre più frantumato e la maggioranza parlamentare divisa per la May questo potrebbe essere più complicato.


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