May prepara il rimpasto



GB/BORIS JOHSON TORNA NEL MIRINO E, SECONDO IL TIMES, POTREBBE ESSERE DEGRADATO. MA LA BASE È CON LUI

LONDRA. E' pronta a tentarle tutte Theresa May pur di restare a Downing Street, anche la carta di un rimpasto d'emergenza al fine di riconquistare un po' di autorità perduta all'interno del suo stesso partito. Ma l'impresa della premier con- servatrice appare ardua visto il clima di rivalità e ribellione che regna fra i Tories dopo il suo disastroso discorso di Manchester e i tentativi di rivolta. In un'intervista al «Times» lei ha fatto capire di prepararsi alla riorganizzazione del governo e, a proposito del rivale Boris Johnson, ha affermato che "non è nel mio stile rinunciare alle sfide" e che vuole avere attorno la "gente migliore" e quindi più fidata. Per il domenicale, May punte-rebbe a far retrocedere l'insidioso ministro degli Esteri a un incarico ministeriale di minore rilevanza per limitare la sua visibilità. Si tratta di un'ipotesi che, se può offrire alla premier la possibilità di un'azione di forza dimostrativa nei confronti dei 30 deputati ribelli che vorrebbero le sue dimissioni, non appare molto praticabile per il peso politico di Johnson, che può contare sull'appoggio della base Tory. May si trova quindi in una posizione di estrema difficoltà e per molti resta comunque una premier «a tempo». Secondo alcune fonti dei conservatori, potrebbe tentare il rimpasto dopo il Consiglio europeo del 19-20 ottobre. Si fanno intanto avanti i ministri suoi alleati, come la titolare della Cultura, Karen Bradley, secondo cui il 90 per cento dei de- putati conservatori sostengono il primo ministro mentre la rivolta sarebbe limitata al 10 per cento degli esponenti Tory. Dal canto suo, Boris cerca di non sbilanciarsi, ha ribadito anche ieri la sua 'fedeltà' alla May ed ha attaccato in un intervento sul Sunday Telegraph i 'congiurati' definendoli degli "svitati". "Il Paese non vuole una nuova elezione", ha aggiunto il ministro degli Esteri. Ma sono soprattutto i conservatori in realtà a temere quespossibilità. Secondo infatti un sondaggio di BMG Research, il Labour aumenta il suo distacco sui Tories: se si votasse oggi, il partito di Jeremy Corbyn otterreb- be il 42 per cento mentre i conservatori si fermerebbero al 37 per cento. Si tratta di un vantaggio di cinque punti, uno in più rispetto ai risultati di un sondaggio You- Gov di fine settembre, che dava il Labour al 43 per cento contro il 39 per cento dei Tories. Corbyn inoltre ha un vantaggio di due punti sulla May rispetto alle preferenze degli elettori su chi vorrebbero a capo del governo. La strategia di Boris appare quella di non passare al momento come il traditore per aspettare che gli eventi facciano il loro corso: la premier infatti appare troppo indebolita per poter sperare di restare ancora molto a lungo al suo posto.