Mediaset/Gelo con Vivendi, solida la quota Fininvest


Da Pier Silvio Berlusconi toni duri: “Qui siamo e qui rimaniamo”. La soluzione avverrà per vie legali


MILANO. A Londra gli analisti, a Milano gli investitori finanziari: prosegue il tour di Pier Silvio Berlusconi per pre- sentare le linee guida di Me- diaset al 2020, gli obiettivi rivisti alla luce della marcia indietro su Premium e della successiva scalata avviata da Vivendi, che sarebbe dovuto essere il partner del futuro. E i toni tornano duri: dallo scontro "se ne esce con le vie legali: non è una situazione semplicissima, ma mi sembrano più preoccupati loro", afferma l'amministratore delegato del Biscione. "Qui siamo e qui rimaniamo", aggiunge Pier Silvio Berlusconi, ripetendo la stessa frase utilizzata con i dipendenti dei giorni anche psicologicamente difficili del pieno della scalata di Vivendi, una corsa che avrebbe anche potuto anche non fermarsi all'attuale soglia del 30%, cioè quella dell'Opa che porterebbe al controllo totale dei francesi sul gruppo. Ora la situazione è di stallo e "non ci sono contatti in corso tra Mediaset e Vivendi, né tra Fininvest e Vivendi", afferma Berlusconi, che vede "difficile" una presa del Biscione via assemblea. Nel caso "bisognerebbe vedere se si tratta di una assemblea ordinaria o straordinaria: tutto comunque va ai voti, ma la maggioranza relativa di Fininvest mi sembra abbastanza solida", con una certa tranquillità in casa Mediaset "anche sul flottante rimanente", spiega Pier Silvio Berlusconi parlando ai giornalisti dopo l'incontro con gli investitori nella sede di Banca IMI: Intesa SanPaolo è infatti l'advisor di Mediaset, mentre Unicredit è quello di Fi- ninvest, con i consulenti finanziari che stanno studiando ogni scenario ma al momento tutto appare bloccato, con novità attese sul fronte legale. Non è quindi un caso che i vertici del Biscione in questa fase puntino anche pubblicamente su questo versante, con l'amministratore delegato che conferma la mancanza di interesse per un eventuale 'scambio' che coinvolga quote Telecom. Alla lunga, comunque, il quadro più probabile resta quello di un accordo, ma uscire dal vicolo stretto creato dalle mosse di Vivendi non sarà facile. Sia per rapporti personali dete- riorati sia perché serviranno idee di pura ingegneria finanziaria. Nel frattempo si pensa al core business, che per Mediaset "sarà quello della tv generalista con forti contenuti locali in Italia e Spagna, prodotti che generano i grandi ascolti", spiega Pier Silvio Berlusconi, secondo il quale tecnicamente "non sarebbe del tutto impossibile" in questa fase cedere a Sky Premium, che nel futuro per ora viene disegnata senza calcio, "ma non vi è alcuna trattativa in corso". Si studia inoltre una piattaforma web gratuita con pubblicità che conterrà programmi anche ampliati, cioè con 'prequel' e 'se- quel', rispetto alla normale programma-zione, un progetto che negli obiettivi del Biscione porte- rebbe una crescita dell'audience tra il 4 e l'8%. E "davvero non sappiamo perché Vivendi abbia firmato un contratto vincolante e 'blindato' per l'acquisto di Premium e poi si sia tirata indietro creandoci tra l'altro un danno enorme: può darsi che davvero fosse il 'cavallo di Troia'" per la presa di tutto il gruppo come si ipotizza, conclude Pier Silvio Berlusconi salutando i giornalisti


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