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Mediaset: la Ue fa segnare un gol a Vivendi



MILANO. Un round a Vivendi nel match senza fine che la contrappone a Mediaset: l'av- vocato generale della Corte di Giustizia europea ritiene che le parti della legge Gasparri che hanno portato i francesi a dividere il loro 28% abbondante del capitale del Biscione non assicurino ai gruppi esteri sufficiente capacità di penetrazione nella società italiane. Ora dovrà esprimersi la Corte, ma spesso il parere dell'avvocatura anticipa le sue decisioni, con la questione che poi tornerà alla magistratura amministrativa italiana e da questa eventualmente al governo.

Tempi quindi lunghissimi per cambiare eventualmente la legge (anche se la sottosegretaria allo Sviluppo economico Mirella Liuzzi del M5S parla già del 2020) in attesa dei prossimi passaggi non solo giudiziari della vicenda.


"Siamo molto soddisfatti: si tratta di una conferma molto forte della nostra posizione", commenta un portavoce di Vivendi le conclusioni della causa pregiudiziale sul ricorso contro la delibera dell'AgCom basata sul 'Tusmar' della legge Gasparri. Mediaset afferma invece che "nulla cambia in merito alla valutazione di illiceità della condotta di Vivendi in relazione all'acquisto del 29,94%" dei diritti di voto nel gruppo televisivo italiano.


L'affermazione non è casuale perché l'interesse è focalizzato sul 10 gennaio, quando si terrà l'assemblea del Biscione per cambiare le parti dello statuto della nascente MediaforEurope, l'holding olandese nella quale intende concentrare tutte le attività e partecipazioni, ritenute penalizzanti per le minoranze. E il comunicato di Mediaset lascia presagire che il Biscione voglia mantenere il divieto all'ingresso in assemblea della fiduciaria Simon che detiene oltre il 19% di Mediaset, uno stop oggetto di molti ricorsi con udienza fissata dal Tribunale di Mi-

lano a una decina di giorni dopo l'assise.

Insomma è sempre apparentemente muro contro muro, con i legali dei contendenti in tiepido contatto dopo le caldissime trattative di inizio mese e qualche pontiere che cerca di far parlare gli azionisti. Anche la Borsa di fronte a questi passaggi si muove poco (Mediaset ha chiuso in calo dell'1%, Vivendi piatta), perché tutto si può sbloccare solo con un incon- tro tra Silvio Berlusconi e Vincent Bolloré, ipotizzato qualche settimana fa ma non ancora avvenuto. E con la diffidenza che resta ancora alta da entrambe le parti.

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