Mega truffa da 320 milioni



ROMA/LE INDAGINI DELLA PROCURA SUI LAVORI DELLA METRO C: ALEMANNO TRA GLI INDAGATI

ROMA. Lievitazione dei costi, procedure e tempi di consegna. Dietro i lavori di realizzazione della linea C della metropolitana di Roma, circa due miliardi di euro di spesa, si nascondeva una megatruffa da circa 320 milioni di euro ai danni delle casse dello Stato. È quanto emerge dalle carte dell'inchiesta portata a termine dalla Procura di Roma che è pronta a chiedere il processo per 25 persone. Tra gli indagati anche l'ex sindaco della Capitale, Gianni Alemanno e due assessori alla mobilità: Antonello Aurigemma (giunta Alemanno) e Guido Improta (giunta Marino). Ma l'ex sindaco di Roma bolla come "prive di fondamento" le accuse che gli rivolge la Procura. "Le accuse che vengono ipotizzate nei miei confronti nell'ambito dell'inchiesta sulla Metro C sono prive di fondamento, perché confondono le responsabilità amministrative con quelle politiche", sostiene Alemanno. I pm di piazzale Clodio hanno notificato il 415 bis anche all'ex dirigente del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza e i vertici della società appaltante Roma Metropolitane e del "general contractor" Metro C. Un sistema illecito e truffaldino portato avanti per anni e, a detta dei pm, creato pe"mungere" le casse dello Stato con finanziamenti a sei zeri. L'innesco del fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Erminio Amelio, è legato ad una nota del collegio sindacale di Roma Metropolitane che nell'agosto del 2013 denuncia all'allora sindaco Ignazio Marino criticità alla sottoscrizione dell'accordo transattivo del 2011. L'indagine cammina parallela ai lavori ma nel 2016 arriva una accelerazione importante con una serie di perquisizioni.Agli indagati viene contestato, a seconda delleposizioni, il reato di concorso in truffa aggravata in relazione a due episodi ritenuti illeciti: il primo, del 6 settembre del 2011, che ha indotto in errore il Cipe (quanto all'emanazione della delibera autorizzativa del pagamento), oltre allo Stato, alla Regione Lazio e al Comune. Il pagamento di 230 milioni di euro che per chi indaga rappresenta un ingiusto profitto a Metro C, quale Generale Contractor, in quanto "somma non dovuta". Il secondo che risale al novembre 2013 riguarda l'erogazione di altri 90 milioni di euro (mai materialmente versati), sempre abeneficio di Metro C, quale tranche per la prima fase funzionale dei lavori. Anche in questo caso siamo in presenza di finanziamenti non dovuti perché frutto di un precedente accordo illecito (accordo transattivo del 2011). Nei confronti di Alemanno, i pm contestano i reati di falso materiale e falso ideologico e truffa aggravata. In particolare i magistrati affermano che l'ex primo cittadino, in concorso con l'ex assessore alla mobilità Antonello Aurigemma, ha "attestato il falso" in risposta alla richiesta avanzata da Incalza di "esprimersi - è detto nel capo di imputazione - anche acquisendo il parere dell'avvocatura del Comune, in merito alla fondatezza delle riserve avanzate in corso d'opera dal contraente generale Metro C ed in relazione alle prospettive di eventuale soccombenza da parte del soggetto aggiudicatore" nell'ambito dei lavori di realizzazione della linea. Nell'indagine vengono contestati anche tre episodi di corruzione che chiamano in causa funzionari pubblici. In particolare, con dazioni di denaro o altre utilità. Un caso riguarda un funzionario pubblico che per avere omesso controlli "nella sua qualità prima di responsabile unico del procedimento e dopo dell'ufficio alta sorveglianza della linea C" ha ottenuto l'assunzione della figlia prima in Finmeccanica e poi in Ansaldo nel ruolo di 'quadro ottavo livello' di esperta di marketing commerciale a titolo definitivo.


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