Mengoni scalda il Festival

OVAZIONE PER IL CANTANTE, CHE SCHERZA: “SANREMO HA LA LACRIMA FACILE”

di Angela Majoli


SANREMO. Capitan Claudio Baglioni più rilassato, la ‘vera’Virginia Raffaele che finalmente sfugge al controllo della ‘brava presentatrice’ e si regala un numero strepitoso con la parodia della Carmen di Bizet, Claudio Bisio in stile Zelig con Michelle Hunziker e in versione avanspettacolo nella gag sulla ‘punteggiatura fonetica’. Dopo la prima serata monstre, che ha scontato un calo di ascolti di due punti e mezzo di share rispetto al debutto dell’anno scorso, il Festival di Sanremo ritrova il ritmo e decolla, complici l’esibizione da fuoriclasse di Fiorella Mannoia e il brivido del duetto tra Marco Mengoni e Baglioni sulle note di Battisti. L’apertura è con Noi no: Baglioni canta con i ballerini, poi introduce i ‘copiloti’, che aggirano le rigidità del regolamento con la traduzione multilingue della Raffaele in inglese, spagnolo e romanesco. Bisio spiega a Baglioni l’importanza della punteggiatura nelle sue canzoni: Signora Lia, Porta Portese e Tu come stai diventano uno sketch mimato con tanto di sberleffi. A Virginia tocca la gag con l’orchestra, “si vedono solo le teste, come i Muppet”. Poi individua alcune somiglianze nei musicisti: “Abbiamo Enrica Bonaccorti, il protagonista di CastAway, Rossano Rubicondi”. “Aspetta - prova a fermarla Baglioni - qui ci sono due musicisti che suonano nel tour con me”. E l’attrice evoca il tormentone di questi giorni: “Allora è conflitto di interessi”.

Poi l’Ariston si illumina con la classe di Fiorella Mannoia, che conferma le sue doti di interprete raffinata con il nuovo singolo, Il peso del coraggio, e poi con il suo cavallo di battaglia, Quello che le donne non dicono. Baglioni la accompagna alla chitarra, il pubblico è tutto in piedi per lei. E’ standing ovation anche per Pippo Baudo: “Quando mi chiedono: perché hai questa voglia di apparire? Io rispondo: come si fa a rinunciare a questo affetto?Aquesto abbraccio? Non si può”, dice Superpippo, che a Sanremo ha “il certificato di residenza senza scadenza. E quando inizia il festival - confessa, autoironico - sono come E.T.: festival-casa”. E’ lui a presentare la canzone del secolo, ca va sans dire Questo piccolo grande amore. Bisio ritrova Michelle Hunziker, 16 anni dopo Zelig, e sul palco dell’Ariston è show: sul filo della satira, si scatenano su una cover della Lega dell’amore di Elio e le Storie Tese. Allontanata dal portone del Festival, la politica rientra dalla finestra dello sketck, con buona pace della Lega e di Matteo Salvini, che Bisio ha definito “intelligente” e “spiritoso”. Ironia sul vicepremier anche nell’incursione di Pio e Amedeo, i due ‘emgratis’ foggiani: “Lui non è pericoloso: all’inizio dice peste e corna, ma poi tra due o tre anni ti ama: con noi meridionali ha fatto la stessa cosa”. Mengoni incanta l’Ariston: prima duetta con Tom Walker in Hola, poi si commuove accennando L’essenziale, il brano che gli valse la vittoria nel 2013, con Baglioni al pianoforte, e cantando con il padrone di casa Emozioni di Lucio Battisti. Il cangtante scherza: “Sanremo ha la lacrima facile”. Da applausi anche lo show di Virginia Raffaele nella parodia di Habanera: lei è strepitosa per come canta e fischia, l’abito sontuoso rosso fiammante è mozzafiato. Di scena dodici Big: Il Volo canta “siamo musica che resta”, si regala l’affetto incondizionato dell’Ariston, ma sbaglia decisamente il look. Achille Lauro convince con Rolls Royce, Arisa sbaglia durante l’esecuzione di Mi sento bene e si innervosisce, ma il ritornello è già entrato in testa. Potenza vocale e presenza scenica per Loredana Bertè: la sua Cosa ti aspetti da me merita il tributo del pubblico in piedi. Daniele Silvestri e Rancore confermano cheArgentovivo è uno dei pezzi più forti di questo festival.

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