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Meno pensioni ma più alte. Invalidità: doppie al Sud rispetto al Nord


Sblocco dell’«anzianità» dopo la riforma.Assegni-scudo contro la povertà


ROMA. In Italia si contano sempre meno pensionati, ma l'assegno si fa più pesante, diventando uno scudo contro la povertà per molte famiglie. E' l'Istat a scattare la fotografia sull'universo dei pensionati, che, seppure in diminuzione, 80 mila in meno in un anno, sono ancora 16,2 milioni. E in media ognuno può contare su un reddito di 17.323 euro (+283). Questa la situazione nel 2015, anno in cui si è sbloccata una prima tranche di coloro che erano rimasti intrappolati dalla stretta im- posta dalla riforma Fornero sui requisiti per l'anticipo. Tra i neo-pensionati infatti ne compaiono quasi 100 mila in più sotto la voce «vecchiaia». Ma l'indagine dell'Istat si estende anche agli altri tipi di prestazioni, compresa l'invalidità, che al Sud mostra un'incidenza doppia a confronto con il Nord. In generale l'aumento dell'età per smettere di lavorare è alla base del calo dei pensionati negli ultimi anni (-600 mila dal 2008) e quindi poco ha potuto la finestra che si è aperta per quanti erano stati fermati dall'uscita per anzianità nel 2011. Ma segnano una flessione anche altri tipi di as- segni, eccezione fatta per le pensioni sociali e di invalidità civile. Sono sempre meno anche le persone che riescono, pensione in tasca, a trovarsi un nuovo lavoro, così da arrivare a fine mese con un budget più pesante. Nel 2015 i pensionati-lavoratori sono 'solo' 442mila (-14,3% sul 2011). Un dato su cui dispiegano effetti sia la riforma Fornero, con l'allungamento delle carriere, sia la crisi occupazionale. Almeno però la pensione media è stata ritoccata all'insù, sia per il riallineamento al costo della vita, la cosiddetta perequazione, che per l'apporto di una fetta delle new entry (ci sono stati più pensionati per vecchiaia). Posto che in media chi esce adesso dal mondo del lavoro gode di un importo (15.197 euro) inferiore a quello di chi è già pensionato (17.411). Sono poi confermate tutte le già note spaccature: le donne ricevono assegni inferiori per 6 mila euro rispetto agli uomini, i laureati possono contare su importi di gran lunga superiori di chi ha solo la licenza media, gli ex lavoratori del privato prendono la metà di quelli del pubblico e il Sud fa il pieno di pensioni di invalidità, doppiando il Nord sia per la civile che per l'ordinaria, basata sui contributi. Nel suo rapporto l'Istat integra i dati che arrivano dal Casellario con quelli delle indagini sui redditi e il lavoro. Dall'incrocio di fonti diverse emerge come "in molti casi il reddito pensionistico sembra proteggere da situazioni di forte disagio economico". Insomma le pensioni fanno da ammortizzatore sociale, tanto che laddove c'è un 'nonno' il rischio di povertà si abbassa. Le cose però cambiano, i rischi aumentano quando l'anziano è solo o nelle case in cui si va avanti solo con la pensione e senza stipendi.


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