Meno tasse per rilanciare i consumi


INTERVISTA A DEBORAH BERGAMINI, RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DI FI


Gentile onorevole, considerata la grave crisi economica e sociale del nostro Paese, quali azioni ritiene indispensabili per instaurare un serio processo di sviluppo che dia risultati concreti per ogni fascia sociale coinvolta dallo “tsu- nami” dell’impoverimento sempre più dilagante. Le difficoltà economiche dell’Italia non dipendono, se non in minima parte, dall’assetto istituzionale. Se un governo ha una maggioranza stabile e coesa, e propone provvedimenti efficaci per lo sviluppo del Paese, allora le leggi vengono approvate in fretta e l’economia progredisce. La crescita lenta che abbiamo in Italia non dipende dal bicameralismo perfetto, ma dal fatto che la maggioranza del Governo dimissionario era variegata e incoerente e le sue leggi sono risultate inadeguate. Mi preme sottolineare questo perché purtroppo il Governo Renzi, invece di concentrarsi su provvedimenti utili alla ripresa economica, per due anni ha impiegato il suo tempo, e quello del Parlamento, ad occuparsi della riforma costituzionale, che poi è risultata pessima tanto è vero che è stata bocciata dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Detto ciò, l’impoverimento dilagante, per cui sempre più categorie, anche quelle che un tempo erano considerate benestanti, sono scivolate verso il basso della piramide sociale fino a rasentare o oltrepassare la soglia di povertà, impone un cambiamento radicale della politica economica. Non a caso il primo punto della riforma costituzionale annunciata dal presidente Berlusconi è l’inserimento in Costituzione di un limite massimo alla pressione fiscale, limite che nessun governo può superare. Occorre ridurre la spesa pubblica ed abbassare le tasse sulle famiglie, sulle imprese e sul lavoro: solo così si possono rilanciare i consumi, la produzione e l’occupazione. Il Partito Forza Italia, di cui lei è un autorevole esponente, quali azioni dovrebbe porre in essere per ritornare agli antichi splendori? Ci siamo già mossi, radicandoci maggiormente sul territorio e aprendo di più il nostro movimento all’apporto di personalità che ven- gono dal mondo delle professioni, dell’impresa, della cultura, del volontariato, desiderose di mettere al servizio del Paese le loro competenze e le loro energie. In occasione della campagna referendaria sulla riforma costituzionale, Forza Italia ha dimostrato di essere viva e vitale: abbiamo organizzato centinaia di manifestazioni in tutto il Paese e se il NO si è imposto è stato anche grazie alla straordinaria mobilitazione del nostro movimento, a cominciare innanzitutto dal Presidente Berlusconi, i nostri parlamentari, dirigenti nazionali e locali, militanti e simpatizzanti. A fianco a questo rinnovato coinvolgimento di tutti gli iscritti a Forza Italia, stiamo approntando un programma con cui ci presenteremo alle prossime elezioni per dare ai cittadini quelle risposte che il governo di sinistra non è riuscito a dare in campo sociale, economico e della sicurezza. La sinistra ha fallito, i 5 Stelle stanno dimostrando assoluta inadeguatezza di governo, basti pensare alle città che amministrano male, quindi confidiamo che Forza Italia insieme alle altre forze di centrodestra possa ritornare presto al governo del Paese. Le chiedo se l’impegno di una donna in politica comporta più difficoltà o più gratificazioni. Se si svolge il mandato parlamentare con serietà e dedizione è normale che si incontrino delle difficoltà, ma credo che sia così in ogni campo e a prescindere dal fatto di essere donna o uomo. Sicuramente nella società italiana è ancora piuttosto raro trovare donne ai vertici e credo che su questo piano ci sia ancora tanta strada da fare. Per quanto riguarda le gratificazioni, ho avuto esperienze lavorative importanti sia in aziende pubbliche che private, quindi non ho scelto di fare politica per cercare un riconoscimento ma perché, come il presidente Berlusconi, ad un certo punto ho ritenuto che bisognasse impegnarsi in prima persona per l’Italia e per gli Italiani. E’ quello che cerco di fare con il massimo impegno. Il leader politico che lei considera il più autorevole e capace per la guida del centrodestra? La risposta è scontata: Silvio Berlusconi. Il presidente Berlusconi in 20 anni di vita politica ha ricevuto 200 milioni di voti, come nessun altro non solo nel centrodestra, ma in tutto il panorama politico italiano. Per esperienza, capacità ed autorevolezza è sicuramente la guida più sicura per il centrodestra. Purtroppo però, per effetto di una sentenza che non abbiamo esitato a definire incredibile, Berlusconi è stato estromesso dal Parlamento e reso incandidabile alle elezioni. Abbiamo fiducia che la Corte europea dei diritti dell’uomo riconoscerà la sua totale innocenza e gli restituirà la pienezza dei diritti e dell’onorabilità. Vuole aggiungere qualcosa prima di salutarla? Si volevo salutare tutti i lettori di America Oggi ed in generale tutti gli italiani che vivono negli Stati Uniti a cui noi siamo molto legati ed infatti è stato proprio il Governo di centrodestra presieduto da Silvio Berlusconi a riconoscere loro la possibilità di eleggere i propri rappresentanti nel Parlamento italiano. Prima, gli italiani all’estero non erano rappresentati e se adesso lo sono è perché abbiamo combat- tuto per loro questa battaglia di democrazia. Per fortuna al referendum costituzionale ab- biamo vinto noi, ha vinto il NO, perché se avesse vinto la sinistra, se avesse vinto il Sì, gli italiani all’estero non avrebbero più potuto eleggere i propri rappresentanti. Quindi il mio messaggio nei loro confronti è di ringraziamento e di esortazione a continuare a difendere e sostenere la democrazia e la libertà in Italia e le forze politiche che si battono per questi valori, a cominci


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