Mensa solo per gli studenti italiani: i migranti in piazza per i loro figli



LODI. Il Comune di Lodi, con sindaco leghista, modifica il regolamento per l'accesso alle prestazioni agevolate e scoppia la protesta di centinaia di genitori stranieri, soprattutto arabi e sudamericani, che, da qualche giorno, non mandano più a scuola i loro figli, inaugurando lo sciopero delle lezioni. E protestano anche i politici di Pd e 5 Stelle.

I primi sostenendo che così non si può andare avanti perché coinvolti ci sono i bambini e i secondi che hanno presentato ricorso perché queste modifiche vengano annullate.

Ma la Lega fa muro: dal governatore lombardo Attilio Fontana ("tutti rispettino la legalità"); all'assessore lombardo al Territorio, Pietro Foroni ("gravissimo che un'associazione islamica entri in politica"), al senatore lodigiano LuigiAugussori ("grave una protesta sulla pelle dei bambini"), all'europarlamentare Angelo Ciocca ("L'Italia è un Paese serio e come tale premia la trasparenza nelle proprietà e le procedure che vanno in questa direzione"). Mentre il Pd sottolinea nelle parole del vice capogruppo in Regione Patrizia Baffi: "dobbiamo garantire che i bambini possano frequentare la scuola perché è il primo veicolo di integrazione che va salvaguardato. L'amministra- zione comunale non può cercare di

usare norme inattuabili e peraltro riferite a servizi diversi da quelli scolastici per perseguire fini discriminatori".

Le modifiche contestate sono quelle che erano state apportate al Regolamento per l'accesso alle prestazioni sociali agevolate, approvate con delibera del Consiglio comunale lodigiano del 4 ottobre 2017. Novità, come fa sapere il primo cittadino Sara Casanova, che sono entrate in vigore per gli scolari, naturalmente, da questo mese di settembre.

Questo nuovo testo chiede agli extracomunitari che vogliono accedere alle prestazioni sociali

agevolate comunali di produrre, anche in caso di assenza di redditi obeniimmobiliomobiliregistrati all'estero, una certificazione data dalla competente autorità dello Stato estero, con allegata la traduzione in italiano valida legalmente.

Obbligo, questo, che a detta dell'associazione d'ispirazione islamica Al Rahma, starebbe creando problemi in quanto non tutti gli Stati sono pronti a rilasciare questa certificazione e in tempi utili. Il risultato è che i genitori non vengono ammessi ad agevolazioni senza.

E in questi giorni si sono visti recapitare a casa fino a 700 euro di retta da pagare. Costi insostenibili, hanno spiegato ieri in più di 200 sotto i portici di palazzo Broletto.

Da qui lo sciopero delle lezioni nei giorni scorsi per oltre 130 bimbi. Ma l'assessore alle Politiche sociali Sueellen Belloni sottolinea: "Cittadini italiani e non europei devono avere la stessa possibilità di accedere ai servizi nelle medesime condizioni, perché la Legge vale per tutti e tutti si devono adeguare. La documentazione richiesta dal Comune di Lodi per l'accesso alle prestazioni agevolate è conforme a quanto disposto dall'art.3 del DPR n. 445/2000 e dall' art 2.del DPR 394/ 2000 e successive modifiche e integrazioni. Spiace pensare che le opposizioni abbiano alimentato una protesta che di fatto mina le basi del principio di equità tra tutti i cittadini".

Mentre il sindaco Casanova sostiene che "le modifiche sono state approvate a maggioranza in Consiglio comunale e rispettano la normativa vigente in materia", l'assessore regionale di FdI Riccardo De Corato ha intanto reso noto: "Siamo con il sindaco che, insieme alla maggioranza, ha fatto una scelta nell'interesse dei suoi cittadini e in nome dell'uguaglianza, della quale si riempiono tanto la bocca la maggior parte dei partiti d'opposizione presenti alla manifestazione".


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