Mercoledì i sindacati da Madia



ROMA. La sentenza della Corte Costitu- zionale, che ha bocciato la Riforma della Pubblica amministrazione (P.A.) nella parte in cui non prevede l'intesa delle Regioni nell'approvazione dei decreti attuativi, ri- schia di mettere in forse anche il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Lo ha detto la ministra Marianna Madia in un'intervista al Corriere della Sera.

Secondo la ministra, sul rinnovo dei contratti pubblici: "la situazione si è com- plicata perché la sentenza arriva nel mez- zo di una trattativa con i sindacati". Spie- ga che "è prevista una parte economica, gli aumenti medi di circa 85 euro, e una parte normativa per modificare alcuni isti- tuti, come la valutazione o il salario acces- sorio" ma ora, "dopo la sentenza, bisogna capire come posso impegnarmi sulla par- te normativa, se prima non raggiungo l'in- tesa con tutte le Regioni. E verificare, come dire, se il governatore del Veneto Zaia è d'accordo. Perché se non lo fosse, si bloc- cherebbe tutto".

Sono parole che fanno sollevare i par- lamentari del Movimento Cinque Stelle: "La ministra Madia non si permetta di fare campagna referendaria a favore della rifor- ma, utilizzando impropriamente i dipen- denti del pubblico impiego, e impari a ri- spettare la Costituzione e le sentenze del- la Consulta" dicono Vito Crimi e Danilo Toninelli.

Preoccupati ma più cauti nelle dichiarazioni i sindacati per i quali resterebbe confermata la convocazione per mercole- dì prossimo, salvo aggiustamenti.

Per la Cisl la sentenza della Consulta non coinvolge la parte contrattuale: "Ab- biamo letto con attenzione la sentenza - afferma il segretario confederale della Cisl, Maurizio Bernava, replicando a Madia - ed è scritto in modo esplicito che il riferimen- to ai decreti legislativi che disciplinano i rapporti di lavoro riguarda il reclutamen- to del personale ed i concorsi pubblici.

Non gli aspetti legati a contratti di lavoro, retribuzioni e relazioni sindacali. Sono questi i temi centrali dell'intesa che voglia- mo fare con il Governo".

Per il responsabile dei Settori Pubblici della Cgil Michele Gentile "I contratti na- zionali di lavoro si fanno su specifici atti di indirizzo". In ogni caso, precisa il sin- dacalista, bisogna dare "valore al contrat- to, per cui non serve l'unanimità delle Regioni".

La situazione resta comunque compli- cata a prescindere dalla sentenza della Consulta ed il clima infuocato della batta- glia referendaria non aiuta. Anche per

questo ai sindacati non spiacerebbe ri- mandare ogni discussione a dopo il 4 di- cembre.

A quel punto si potrebbe ritrovare la serenità necessaria per affrontare i nodi veri della trattativa: l'estensione dell'in- tesa alla scuola, e l'aumento di 85 euro che il Governo vorrebbe come aumento medio mentre il sindacato lo indica come minimo.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA