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Merkel, negoziati in salita



GERMANIA/TRATTATIVE TUTT’ALTRO CHE SEMPLICI PER LA “COALIZIONE GIAMAICA”

BERLINO. Sono isolati, e nessuno intende invitarli al tavolo ovviamente. Ma i populisti della destra radicale di Afd stanno alterando gli equilibri interni dei partiti, soprattutto nell'Unione di Angela Merkel e Horst Seehofer. E questo non renderà il negoziato per la coalizione di governo con liberali e Verdi più semplice nelle prossime settimane. La tentazione di uno slittamento a destra nei partiti con servatori è all'ordine del giorno in Baviera, dove i cristiano-sociali sono in piena crisi (hanno perso oltre 10 punti, fermandosi al 38%) e ieri ci sono state le prime richieste esplicite di un passo indietro del leader Seehofer. Un falco della Grosse Koalition, certo, che però, al confronto con chi potrebbe sostituirlo (il nome è sempre quello di Markus Soeder), assume le sembianze di una colomba. Anche nella Cdu di Angela Merkel la delusione per il risultato elettorale (33% con una perdita di oltre 8 punti) si è tradotta in un segnale politico punitivo per la cancelliera: ieri il capogruppo parlamentare Volker Kau- der, figura a lei molto vicina, è stato rieletto, ma con 53 voti contrari. Nel centro- destra il nervosismo è tangibile, e questo non è il presupposto ideale per dialogare, ad esempio, con i Verdi. Uno dei temi tornati in voga è il tetto limite ai migranti: una battaglia portata avanti da Seehofer fino alla candidatura della Merkel, ripresa appena aperte le urne. Ma sulla condizione che potrebbe salvare la testa del leader bavarese, sono tutti contrari: la cancelliera, che lo ha sempre escluso, i Verdi e anche i liberali. Merkel e Seehofer hanno parlato a lungo in cancelleria. E il leader della Csu ha esposto l'esigenza di "coprire il fianco scoperto a destra". Dal canto loro, intanto, gli ecologisti hanno rincarato la dose sulla "bus-ola europea", ripetendo che non potrà esserci un governo con loro che non voglia collaborare pienamente con la Francia di Macron per realizzare quei passi verso l'integrazione di cui l'Ue ha bisogno. Resta inoltre da chiarire se i liberali porranno come condizione - cosa che finora non hanno fatto - la poltrona di ministro delle Finanze, per spingere su "stabilità finanziaria e riforme". In questo scenario si fanno insistenti gli inviti a Wolfgang Schaeuble ad assumere l'incarico della presidenza del Bundestag: ad avanzare questa opzione è stato Guenther Oettinger, della Cdu. È chiaro però che un ruolo del genere sarebbe troppo poco operativo per il superministro che ha tenuto in pugno l'Ecofin in tutti questi anni: l'impegno non sarebbe comunque da poco, dal momento che andranno tenuti a bada i nazionalisti. In questo scenario l'Spd viaggia a vele spiegate verso l'opposizione, "per servire il paese e la democrazia": è la volontà dell'elettorato, hanno spiegato, che ha punito i due partiti popolari. Ma Merkel ha già detto di voler parlare anche con loro, facendo appello alla responsabilità di ciascuno. I colloqui potrebbero iniziare prima della scadenza elettorale del 15 ottobre, in Bassa Sassonia.


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