Messubito,Conte assediato

DA PD E IV/ZINGARETTI LANCIA IL SUO PIANO. BETTINI “INCORONA”IL PREMIER


di Michele Esposito



ROMA. Una decina di giorni per ottenere il Mes, senza che il principale nodo della maggioranza sia rinviato a settembre. Sulla linea di credito per le spese sanitarie è partito un vero e proprio assedio, da parte di Pd e Iv, nei confronti del premier Giuseppe Conte. E il M5S, nella sua trincea anti-Mes, si ritrova al fianco solo i due principali esponenti dell’opposizione, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il capo del governo, da qualche giorno, ha davvero cominciato a studiare il dossier. Da un punto di vista tecnico e politico. E il silenzio in cui si è chiuso nelle ultime 48 ore fa quasi da contraltare alle fibrillazioni che, soprattutto nel Pd e in Iv, sono scattate dentro e fuori il Parlamento. I tempi, sia per il Mes che per il Recovey Fund sono stretti. “Adesso l’impegno è rivolto alla ricostruzione di un tessuto, capace di affrontare i rischi che si manifestano e di rilanciare la fiducia nel futuro”, è il messaggio che, non a caso, il presidente Sergio Mattarella invia agli italiani all’estero. Il rinvio della decisione sul Mes a settembre toglierebbe inoltre al Pd una carta preziosa per le Regionali e rischierebbe di provocare un nuovo e rischiosissimo ingorgo per la maggioranza, proprio nelle settimane in cui il governo è chiamato a ultimare il Recovery Plan. Del resto, anche sulla gestione dei 209 miliardi Ue è partito l’assalto. FI ha pre- sentato ufficialmente alla Camera la proposta di legge per la Bicamerale sul Recovery Fund. “Il Parlamento lavori ad agosto”, sottolinea Mariastella Gelmini. Ma, anche sulla commissione speciale, il centrodestra si divide. “Non è il momento di bicamerali, che sanno di vecchio, di tempi lunghi”, chiude Matteo Salvini. Il rischio, è che il dibattito si concentri sul contenitore e latiti sui contenuti. Anche per questo, in una lettera al Corsera, Nicola Zingaretti chiede un piano rapido e senza ideologie. Digitale, rinnovamento di logistica e trasporti, scuola e sanità, riconversione energetica, sono alcuni dei punti sottolineati dal segretario Pd, sul quale, i big Dem fanno quadrato: da Dario Franceschini a Roberto Gualtieri, fino a Paolo Gentiloni. Nelle stesse ore il ministro della Sanità Roberto Speranza mette il suo timbro sul pressing per il fondo salva-Stati: “meglio il Mes perché i soldi arrivano subito”, afferma il capo delegazione di Leu. Conte, nel frattempo, si prepara all’ultima settimana parlamentare rovente, tra le tensioni sulla legge elettorale ed il voto sullo scostamento di bilancio previsto mercoledì. Voto sul quale, al Senato, è allarme maggioranza assoluta. Ma eventuali tentativi di ribaltoni sembrano scongiurati. E il premier, il cui consenso nell’ultimo sondaggio Ipsos vola a 65 punti, incassa anche il significativo endorsement di Goffredo Bettini. “E’ un leader più fresco della classe dirigente che lo circonda. Sia a capo di un’alleanza anti-destre”, è l’appello dello storico consigliere di Zingaretti. Sul Mes, il M5S, per ora, resiste. “Sono basito dall’insistenza del Pd, concentriamoci sul Recovery”, sottolinea il capo politico M5S Vito Crimi che chiude definitavemente alle alleanze in Puglia e Marche e vola al Villaggio Rousseau dove, nel weekend, Davide Casaleggio con le “Olimpiadi delle idee” rilancia una piattaforma mai così bersagliata dalle critiche dei parlamentari. A Milano il M5S prova a ricompattarsi su temi “storici” come il digitale e l’ambiente, lanciando al tempo stesso una sua bozza di proposta per il Recovery Plan. Ma nella Casaleggio Associati i big del M5S - da Crimi a Luigi Di Maio - parleranno anche del futuro del Movimento. E, forse, dell’opportunità di ricandidare o meno Chiara Appendino e Virginia Raggi, volata anche lei a Milano.

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