“Mettete la mascherina”

15 milioni di contagi nel mondo. 80mila morti in Brasile


di Salvatore Lussu



ROMA. Viaggiano ormai verso la soglia dei 15 milioni di contagi i casi di coronavirus a livello globale mentre la pandemia ha ucciso almeno 610.000 persone in tutto il mondo da quando in Cina è stata riportata ufficialmente l'esistenza della malattia alla fine di dicembre. Gli Stati Uniti sono il Paese più colpito. I contagi hanno superato i 3,8 milioni e il bilancio delle vittime è salito a 141 mila. Oltre 60.000 i nuovi casi registrati nell'arco di 24 ore, per il settimo giorno consecutivo. Una situazione particolarmente grave nel sud, nell'ovest del Paese e in Florida. Per il presidente Donald Trump tuttavia "rispetto alla maggior parte dei Paesi che stanno soffrendo tantissimo, gli Usa stanno molto bene. E abbiamo fatto cose che pochi Paesi sarebbero riusciti a fare. Siamo il Paese che sta effettuando più test al mondo, oltre 50 milioni fino ad ora". Ma l’ottimsmo del presidente comincia a mostrare anche le prime crepe, in virtù dei sondaggi che lo vedono sempre più indietro rispetto al rivale Biden per le elezioni presidenziali di novembre. “La pandemia di coronavirus probabilmente peggiorerà prima di migliorare” - ha aggiunto Trump nella conferenza stampa ancora orfana di Fauci e degli altri esperti della task force sul covid. E poi, per la prima volta, il consiglio diretto ai cittadini di indossare la mascherina: “Indossatela che vi piaccia o meno ha un impatto. Praticate il distanziamento. Imploriamo i giovani a evitare i bar e i luoghi sovraffollati", ha concluso il presidente.Sempre grave la situazione anche in Brasile: il Paese ha registrato l'aumento quotidiano più alto a livello globale nel numero dei morti, che hanno sforato complessivamente quota 80.000. Oltre 2 milioni e 100 mila i contagi. Tra i Paesi sudamericani la situazione si complica anche in Argentina dove le autorità sanitarie hanno confermato la morte di 113 persone nelle ultime 24 ore, il record quotidiano dall'inizio dell'emergenza. La classifica mondiale dei Paesi per numero di vittime, dopo Usa e Brasile, vede al terzo posto il Regno Unito, con oltre 45.000 morti, seguito dal Messico con quasi 40.000. L'Italia è quinta con poco più di 35.000. Nel Vecchio Continente, dove la prima ondata sembra comunque essere alle spalle della maggior parte dei Paesi, l'osservato speciale rimane la Spagna. Nonostante gli ultimi dati dei contagi a livello nazionale siano leggermente in calo, resta alta la tensione in Catalogna, la regione con il quadro più preoccupante. Nel tentativo di ridurre il diffondersi della nuova ondata di Covid-19, Barcellona ha deciso di ridurre del 15% l'accesso alle spiagge. Mentre il Paese, come altri del resto, fa i conti con le conseguenze economiche della crisi sanitaria: a causa della pandemia, già il 13% di bar, ristoranti e hotel spagnoli hanno chiuso per sempre i battenti e il settore rischia di perdere tra i 900.000 e 1,1 milione di posti di lavoro. Da Madrid, il governo smentisce, intanto, che siano in corso discussioni con altri Paesi dell'Ue circa la possibilità di chiudere i confini a causa dei nuovi focolai. Era stato il premier francese Jean Castex ad accennare qualche giorno fa all'ipotesi di blindare di nuovo la frontiera. Mentre Oltralpe il consiglio scientifico responsabile della consulenza al governo definisce "preoccu- panti" le situazioni di alcuni focolai e ammonisce che in Francia potrebbe finire come in Catalogna.