Michela Vittoria Brambilla: dalla parte degli animali


Interessante intervista ma anche una riflessione, sull'impegno dell'Onorevole Brambilla, da sempre amica degli animali


Quale obiettivo intende raggiungere mediante la Sua trasmissione televisiva "Dalla Parte degli Animali"?

Due principalmente: favorire le adozioni, contribuendo a ridurre l’affollamento dei canili, e sensibilizzare settori più ampi dell’opinione pubblica sull’emergenza randagismo, alimentata da abbandoni e riproduzione incontrollata”

Non vi è dubbio che l'impegno a favore degli animali educhi l'essere umano all'ascolto di chi parla un linguaggio diverso e favorisca il dialogo tra le diverse identità che convivono nell' Universo . Un Suo parere in merito.

Fin dall'infanzia ho vissuto in mezzo agli animali, mi hanno raccontato che perfino a camminare ho imparato attaccandomi al collare di una cagnolona gigante e molto paziente che viveva con i miei genitori. L’esperienza con gli animali mi ha insegnato molto, per esempio che cosa significhino, in concreto, responsabilità e fiducia”.

Le donne come Lei offrono al mondo della vita politica e sociale un apporto davvero prezioso. Quale esperienza l'ha condotta a tale consapevolezza?

La caratteristica delle donne è la concretezza. Noi siamo meno propense ad agire sulla base di concetti astratti o pregiudizi o per partito preso. La lotta per il potere esiste anche al femminile, e può essere durissima, ma raramente è radicale e sregolata, e talora fine a se stessa, come quella degli uomini. Per noi prevalere è importante se porta ad un risultato. Altrimenti la politica si riduce ad una versione più raffinata delle battaglie tra indiani e cowboy alle quali i maschi si dedicano con passione fin dall’infanzia. Lo stesso vale per l’impegno sociale: la donna bada al risultato”.

Cosa non è stato fatto dal mondo della politica per la salvagaurdia dell'ecosistema e, pertanto, di tutte le creature che in esso convivono, compresi gli animali?

A livello globale dobbiamo chiederci se sono sufficienti le misure che sono state adottate dalla Conferenza di Parigi sul clima. E’ mancato del tutto, per esempio, un riferimento agli allevamenti intensivi, sono responsabili almeno del 18 per cento dei gas serra immessi nell'atmosfera. In generale, spero che il presidente Trump non abbandoni l’accordo di Parigi: chissà, il G7 di Taormina potrebbe convincerlo a rivedere alcune idee. In parte connesso al problema