• Redazione

Migranti, altri due naufragi


SEI PERSONE MORTE E DECINE DI DISPERSI NELLE ACQUE DEL MEDITERRANEO


PALERMO. Ancora naufragi nelle acque del Mediterraneo: a una trentina di miglia dalla costa libica lunedì sera due gommoni sono colati a picco. Su uno dei natanti, che si stava del tutto sgonfiando, sono stati trovati cinque cadaveri (una sesta persona è stata vista sparire risucchiata dalle acque), recuperati e portati sulla nave Aquarius dell’Ong italo-tedesca Sos Mediterranee, che ha salvato 114 naufraghi. Un altro naufragio è stato segnalato da una petroliera che ha subito messo in salvo 15 persone prima di dare l’allarme. Poco dopo i superstiti sono stati trasferiti sulla nave Diciotti della Guardia costiera che ha fatto rotta su Catania. Su questo gommone, con ogni probabilità, c’erano decine di migranti che dunque risultano dispersi. Solo i superstiti saranno in grado di fornire ulteriori elementi sul numero delle persone che erano a bordo del battello. Sul primo naufragio ci sono le testimonianze dei marinai dell’Aquarius, che dopo aver risposto lunedì mattina a una chiamata dalla Guardia costiera italiana, si sono diretti verso la posizione dove si trovava il gommone in difficoltà. “Siamo arrivati alle 2 del pomeriggio - racconta Mathias Menge, coordinatore della squadra di ricerca e soccorso dei Sos Mediterranee - e subito abbiamo iniziato a distribuire i giubbotti di salvataggio e altri dispositivi di galleggiamento. Più tardi i sopravvissuti ci hanno detto che il loro gommone era partito dalla Libia alle 2 del mattino e dopo due ore aveva iniziato a imbarcare acqua. Quando la Aquarius è arrivata, la loro imbarcazione stava cominciando a sgonfiarsi. Abbiamo fatto tutto il possibile, ma purtroppo sei persone hanno perso la vita in questa tragedia”. All’arrivo della Aquarius i passeggeri dell’imbarcazione hanno cominciato a lanciarsi in acqua. Tra i naufraghi messi in salvo anche 24 minori, tra cui tre bambini sotto i 5 anni, e 8 donne. Non appena la squadra di soccorso è arrivata, ha notato un minore in acqua, a faccia in giù, ed è riuscita a tirarlo a bordo di una delle imbarcazioni di salvataggio. “Il ragazzino, proveniente dal Camerun, della apparente età di 10 anni, era privo di sensi dopo aver inalato carburante e acqua di mare”, dice Sarah Giles, medico di Msf a bordo dell’Aquarius. “Per fortuna è stato soccorso in tempo e portato a bordo per le cure mediche urgenti. È stato privo di sensi per due ore, ma siamo riusciti a stabilizzarlo in modo che potesse essere trasferito a Lampedusa insieme alla donna che lo accompagnava”. All’arrivo sul ponte della nave molte persone erano traumatizzate, coperte di benzina e in lacrime. Molti dei sopravvissuti sono stati trattati per ipotermia, inalazione di carburante e gravi ustioni da benzina. Riguardo al secondo naufragio, avvenuto sempre a circa 30 miglia dalla Libia, è stata una petroliera che si trovava in zona ad avvistare i migranti e a dare l’allarme. Il mare era molto agitato: avvicinatisi al gommone, gli uomini della petroliera hanno trovato in acqua 15 migranti, che sono stati rapidamente presi a bordo e successivamente trasferiti su nave Diciotti della Guardia Costiera, che è arrivata ieri sera a Catania. Sul posto, sono stati fatte confluire numerose altre navi poiché è “molto probabile”, dicono fonti della stessa Guardia Costiera, che alcune decine di migranti siano finiti in acqua. Il gommone era in pessime condizioni strutturali e alcuni di coloro che sono stati salvati sono stati trovati aggrappati all’unica parte dell’unità che ancora emergeva dall’acqua.


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