Migranti e sisma priorità


MANOVRA/L’ITALIA RISPONDE ALL’UE PER FAR FRONTE ALLE EMERGENZE DEL PAESE


ROMA. Il governo italiano è pronto a difendere la sua linea in Europa. Le spese sostenute, e da sostenere, per far fronte all'emergenza migranti e per mettere in sicurezza il territorio di fronte al rischio sismico, sotto gli occhi di tutti dopo le ultime scosse in Centro Italia, sono da considerarsi "circostanze eccezionali" e, come tali, possono spingere il deficit oltre il livello concordato con l'Unione europea. La lettera di risposta del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ai rilievi della Commissione Ue - non ancora resa nota, ma prossima alla pubblicazione - dovrebbe concentrarsi proprio sui dettagli di queste spese, motivando esattamente perché il governo ritiene, con la legge di bilancio, di rispettare in pieno le regole europee. E perché non intende modificare i saldi di bilancio già stabiliti. Al netto delle voci migranti e sisma che, nei calcoli del governo, valgono lo 0,4% del Pil, il deficit nominale - questa dovrebbe essere la difesa del titolare del Tesoro - si fermerebbe infatti all'1,9% del Pil, mezzo punto sotto il dato di quest'anno e sostanzialmente in linea con le richieste europee. Le stesse spese extra influiscono peraltro anche sul deficit strutturale, il vero parametro che interessa Bruxelles e che rappresenta l'oggetto del contendere del dialogo tra le parti. Ebbene, non considerando gli interventi antisismici e non tenendo conto dei miliardi che l'Italia sta spendendo negli ultimi anni per soccorrere ed accogliere i migranti, di fatto in vece di tutta l'Europa, il saldo di bilancio dovrebbe rientrare nei ranghi ed assestarsi l'anno prossimo sullo stesso livello di quest'anno, all'1,2%, senza scostamenti ulteriori. Sui migranti, ha rivendicato Padoan, "lo sforzo in termini di investimenti è ingente e va a beneficio dell'Italia ma anche e soprattutto dell'Europa". Una disamina a cui va peraltro aggiunto anche il tentativo italiano e di altri Paesi membri di fare breccia nella Commissione per rivedere il metodo di calcolo dell'output gap. Posta complicatissima, ma che permetterebbe all'Italia di guadagnare posizioni nella partita a scacchi con la Commissione. Oltre alla lettera, che dovrebbe essere resa pubblica a breve, a mancare ancora è però soprattutto il testo definitivo della manovra. Il provvedimento è alle battute finali al Ministero dell'Economia. Entro il fine settimana dovrebbe passare al Quirinale per il nulla osta del presidente della Repubblica, per poi essere trasmesso alle Camere. Non è escluso che tutto l'iter possa con-ludersi proprio entro il weekend, ma a Montecitorio c'è chi non se lo aspetta prima di lunedì.