Milan: Europa su tutto



MILANO. Hanno preso la guida del Milan mentre si realizzava il sorpasso all’Inter e ora devono assicurarsi di portarlo in Europa League, obiettivo che inevitabilmente condizionerà il futuro. Per questo il primo vertice ufficiale e operativo fra Vincenzo Montella, l’ad Marco Fassone e il ds Massimiliano Mirabelli è servito soprattutto a fare il punto sullo stato dei lavori a Milanello, cinque giorni dopo il closing ed a tre dal derby pareggiato in extremis che ha lasciato una significativa scia di entusiasmo.

La squadra ha ripreso a lavorare in vista della prossima partita, con l’Empoli. A fine allenamento, poco dopo le 18, Montella e Mirabelli hanno raggiunto a Casa Milan Fassone, che in mattinata nel suo ufficio in sede ha iniziato a prendere le redini della gestione societaria. Nelle scorse settimane ci sarebbero stati altri incontri ufficiosi e lontani da occhi indiscreti fra l’allenatore e i dirigenti, per iniziare a conoscersi e mettere sul tavolo idee per il futuro. Questo primo vertice ufficiale, secondo quanto viene fatto filtrare, sarebbe servito più che altro per fare il punto sulla situazione ed programmare il finale di campionato facendo attenzione ad ogni dettaglio, perché la qualificazione all’Europa League è la priorità condivisa da Montella e società. Sono quindi da considerarsi in sospeso i discorsi relativi ai rinnovi di contratto, incluso quello dello stesso Montella.

Qualificarsi o meno all’Europa League cambia per le ambizioni del club. E può incidere anche su quelle dello stesso allenatore, ma anche dei vari Donnarumma e Suso, con lo spagnolo che sarebbe pronto a ridiscutere l’in- tesa economica definita nei mesi scorsi con l’ex ad Adriano Galliani.

Le prime mosse di mercato diranno molto delle possibilità economiche del nuovo proprietario, tornato domenica a Hong Kong. Non è ancora stata definita la data del suo prossimo viaggio a Milano (il suo braccio destro, David Han Li, resterà in Italia qualche altro giorno) e il suo profilo resta piuttosto oscuro, in attesa del curriculum promesso per questa settimana. Il sito di informazione finanziaria Caixin continua a definirlo un “businessman di basso profilo” o “poco conosciuto”. Li Yonghong in questi mesi ha rischiato di dover fare i conti con una causa promossa e poi lasciata cadere dalla GSP di Sal Galatioto, di fronte alle autorità di New York, per il mancato pagamento della parcella all’advisor statunitense che ha seguito la cordata cinese fino alla scissione dell’agosto 2016.


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