Milan/Fassone: spero nel Tas e compro solo se vendo



MILANO. In attesa di presentarsi al Tas per provare a evitare l’esclusione dall’Europa League, Marco Fassone davanti alle telecamere risponde alle domande dei tifosi del Milan nel tentativo non necessariamente più semplice di ridimensionare pessimismo e catastrofismo diffusi nel popolo rossonero.

Dalla solidità di Li Yonghong alle trattative per la cessione del club, dalla squalifica decisa dalla Uefa agli scenari di mercato, le domande toccano un pò tutte le incertezze dell’universo Milan, il cui futuro è inevitabilmente legato alle intenzioni del proprietario cinese, che ha tempo fino a venerdì per rimborsare 32 milioni di euro a Elliott e restare in controllo della società.

“Il Milan li ha ricevuti settimana scorsa. Non importa che li abbia versati l’uno o l’altro. Io devo stare attento che il Milan abbia il denaro che serve per essere gestito bene - ha tagliato corto Fassone -. Non possiamo prevedere il futuro, né immaginare se nella testa di mister Li ci sarà di vendere un pezzo di club o tenere il club, non lo sappiamo. L’importante è che il club sia solido”.

Le preoccupazioni dei tifosi sono evidenziate dalle espressioni degli emoticon che scorrono durante la diretta, e dal tenore delle domande. Molte sul ricorso al Tas. “Mi auguro che possa leggere in modo diverso la storia del Milan e di quello che è successo negli ultimi 12 mesi. Lotteremo fino al 90' e oltre - ha assicurato Fassone -. Nessuno ha mai detto che il Milan non ha violato le regole, ma la sanzione deve essere proporzionata, e un’esclusione va oltre. La connessione fra la sentenza e la proprietà è spesso tirata per i capelli, anche se nella decisione della Uefa esistono dei riferimenti al futuro del Milan che, a giudizio di questi giudici può apparire nebuloso. Noi cercheremo di renderlo chiaro, trasparente, cercando di far sì che venga giudicato il Milan e non gli azionisti, chiunque essi siano”.

Anche i tifosi, però, temono nuove sanzioni l’anno prossimo per le perdite del bilancio 2017/18. “Preferisco sospendere la risposta - ha tagliato corto -. Farà parte certamente di analisi della Uefa. Mi auguro la decisione del Tas che sussistano gli elementi sul tavolo per rispondere a questa domanda”.

Intanto, per i vincoli del fair play finanziario, sul mercato “potremo investire più o meno i denari che porteremo a casa dalle cessioni” ha chiarito Fassone, che tranquillizza i tifosi su Bonucci (“Non lo stiamo negoziando, starà con noi spero ancora a lungo”) e parla di “tre più che quattro inserimenti di qualità”. Halilovic è in arrivo, “c’è più di una stretta di mano, è un talento straordinario”.

Ieri ufficializzati gli ingaggi di Pepe Reina e Ivan Strinic, rinforzi a parametro zero già da tempo finalizzati, visto che i due contratti biennali sono stati depositati alla Lega Serie A il 16 e il 2 marzo. Reina, 36 anni ad agosto, è “un vincente, un leader, un protagonista in ogni sua squadra: dal Villarreal al Napoli - si legge nella presentazione, sul sito del Milan - una figura di forte esperienza e carisma, esattamente quel tipo di caratteristiche che l’allenatore Gattuso voleva per migliorare il ‘Diavolo’. Un uomo, prima ancora di un giocatore, che potrà essere molto prezioso nello spogliatoio e anche nella crescita del gruppo. Riflessi e reattività: una certezza della porta”.

Resta da vedere se il titolare sarà lui o Gianluigi Donnarumma. Per il trentenne terzino mancino Strinic, “dopo un 2017/18 tra alti e bassi, e un 2018 con poche presenze alla Sampdoria, l’approdo al Milan - si legge nel messaggio di benvenuto - ha anche un significato di rivincita e riscatto personale”.