Milan, prove di risalita



SERIE A/LA VITTORIA NEL DERBY DI COPPA NON BASTA PER PARLARE DI SVOLTA, MA QUALCOSA È CAMBIATO

MILANO. Una vittoria non basta per sancire la svolta. Ma dopo quella nel derby di Coppa Italia, la prima contro una big del campionato in questa travagliata stagione, il Milan fa almeno il pieno di autostima, e un deciso passo avanti verso la costruzione di un'identità, incarnata dalla foga e dai gol di Patrick Cutrone, gioiellino cresciuto in casa a costo zero, che sta rubando la scena a Nikola Kalinic (25 milioni di euro) e ancor di più ad André Silva (38 milioni di euro). Con la rete all'Inter, nono centro stagionale, l'attaccante classe '98 si è confermato capocannoniere rossonero nonché discepolo ideale di Rino Gattuso, che predica il calcio giocato con il veleno in corpo ma si è ritrovato una squadra con le gambe scariche e la testa piena di paure. Con Kalinic uscito malconcio dal derby per un forte trauma alla caviglia destra che verrà meglio valutato alla vigilia della sfida di Firenze, Cutrone ha chance di partire titolare nell'ultima sfida del 2017, crocevia utile per capire davvero di che pasta è fatto il Milan. Ora serve continuità, la prognosi è ancora riservata, ma dopo il pareggio di Benevento e la doppia sconfitta con Verona e Atalanta serviva una reazione che finalmente è arrivata. In un derby zeppo di errori, la squadra di Gattuso ha creato più gioco, più occasioni e nei tempi supplementari ha messo in campo più energie, coraggio e determinazione, con Romagnoli ancor più tonico e preciso di Bonucci, Suso e Bonaventura arrembanti sulle fasce, e in porta Antonio Donnarumma protagonista a sorpresa che va verso la conferma a Firenze, dove mancheranno di sicuro Storari (sospetta lesione al polpaccio), Abate (contrattura) e molto probabilmente anche Gianluigi Donnarumma. Non è ancora chiaro se in tribuna al Franchi ci sarà Li Yonghong. "Uniti nelle vittorie e nelle sconfitte. Solo lavorando tutti insieme riusciremo a ottenere grandi risultati come oggi", ha dichiarato nella notte soddisfatto il presidente rossonero, tornato dopo quattro mesi a San Siro, dove si è presentato tre volte e mai il Milan a perso. Ha deciso di fermarsi in Italia un paio di giorni ancora ma al momento non ha deciso se partecipare alla sua prima trasferta da presidente del Milan. Farebbe piacere a Gattuso, che si è appellato anche alla scaramanzia e gli ha chiesto di non tornare più in Cina: "Con tutti i soldi che ha buttato nel Milan che senso ha, deve restare qua...".


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