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Milan, rieccoti Maldini



SERIE A/DOPO 25 ANNI DA ICONA E 9 DI “ESILIO” LEONARDO È RIUSCITO A CONVINCERLO A TORNARE

MILANO. Una sola maglia per 25 anni, 26 trofei vinti, 648 presenze in Serie A, record assoluto, e 419 partite con la fascia da capitano: ma non sono solo i numeri a raccontare ciò che Paolo Maldini è stato per il Milan, un'icona, una bandiera, che ora torna a protagonista nel club con il ruolo di Direttore sviluppo strategico area sport, nove anni dopo l'addio al calcio, macchiato dai fischi degli ultrà rossoneri, alle cui dinamiche non si era mai piegato. Fra i più forti difensori della storia, Maldini al Milan ha seguito la strada tracciata dal padre, Cesare, capitano della squadra che vinse la prima Coppa dei Campioni nel 1963. Milanese classe '68, quarto di sei figli, primo maschio dopo tre sorelle, a 10 anni passa dall'oratorio alle giovanili rossonere. Nel 1984 con altri Primavera (guidata da Fabio Capello) per la prima volta si allena con i grandi: entra in campo con l'eti- chetta di 'figlio di papà' ed esce con quella di terzino stopper 'predestinato'. Niels Liedholm lo fa esordire in Serie A il 20 gennaio 1985, a 16 anni e 208 giorni. Dalla stagione successiva è titolare, pro-Paolo tagonista dell'età dell'oro berlusconiana, Maldini con Arrigo Sacchi che lo sposta da destra a sinistra. Inizia da terzino e si impone anche da centrale. Nel '97 eredita la fascia di capitano da Franco Baresi proseguendo la col- lezione di trofei: 7 scudetti, 1 Coppa Italia, 5 Supercoppe italiane, 5 Champions (8 finali, record condiviso con Francisco Gento), 5 Supercoppe europee, 2 Intercontinentali e 1 Mondiale per Club. Più del Pallone d'oro, Maldini rimpiange il Mondiale con la Nazionale, perso ai rigori a Usa '94, qualche mese prima del matrimonio con l'ex modella venezuelana Adriana Fossa. Dopo quell'ultimo Milan-Fiorentina del 31 maggio 2009, la sua maglia n.3 è stata ritirata e potrà essere indossata solo da altri Maldini. Per ora il figlio maggiore, Christian, 21 anni, gioca alla Pro Piacenza, e promette bene il più piccolo, Daniel, l'anno scorso con gli Under 17 del Milan.

Lasciato il calcio, l'ex difensore ha avuto un'esperienza da proprietario della squadra di Miami con Riccardo Silva. Ha ricevuto offerte per posti manageriali da Chelsea, Psg, Cosmos, ma Milan e nazionale erano gli unici approdi possibili nella sua testa. Gli è stato proposto il ruolo di team manager azzurro ai Mondiali 2014, ma poi se ne è fatto nulla. Più o meno in quel periodo ha detto 'sì' a Barbara Berlusconi, ma il ritorno al Milan "non è saltato per mia volontà", ha raccontato di recente Maldini, che non ha mai nascosto la diversità di vedute con Adriano Galliani. E due anni fa ha declinato fa l'offerta dell'ex ad Marco Fassone, anche per i dubbi sulla precedente proprietà cinese. In questi nove anni di esilio dal mondo del calcio è rimasto 'il capitano' agli occhi degli ex compagni, e si è svagato con pugilato e tennis. Ora il cerchio si chiude. Leonardo lo ha riportato in un Milan a guida statunitense (il fondo Elliott) e matrice sempre più rossonera.


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