Milan: una rimonta pazzesca


SERIE A/IL SASSUOLO RECUPERA UN GOL E VA SUL 3-1, POI SUCCEDE DI TUTTO


LA CORSA di settanta metri di Locatelli, in lacrime per il primo gol in Serie A è l'immagine della rimonta con cui il Milan ha ribaltato la sfida con il Sassuolo. Un 4-3 che ha il profumo d'Europa e tante firme italiane, quasi tutte giovani (oltre a quella del solito colombiano Bacca), ma si porta dietro non pochi dubbi sull'arbitraggio di Guida, che fa arrabbiare un po' tutti ma soprattutto gli ospiti: almeno in tre casi gli avrebbe fatto comodo l'aiuto della Var (il video-arbitro), la cui sperimentazione off-line Serie A ha debuttato proprio a San Siro. Anche grazie al gol del suo pupillo, Silvio Berlusconi riceve il regalo atteso per chiudere la settimana dell'80mo compleanno. La sua squadra non eccelle ma lotta e ha coraggio. Il campionato è ancora lungo, ma finalmente il Milan si stabilizza ai piani alti, avendo la meglio di un rivale diretto, bestia nera che in passato ha fatto penare i Milan di Allegri, Seedorf e Inzaghi.Espulso all'intervallo per proteste, Montella assiste alla rimonta a distanza, dopo aver perso all'ultimo Romagnoli e aver dato fiducia (mal riposta) a Luiz Adriano. Ci sono 14 italiani fra i 22 titolari scelti dagli amici fraterni Montella e Di Francesco. E molti di loro brillano in unapartita che finalmente tiene tutti (meno di 32mila) a San Siro fino al triplice fischio. Al 9' la sblocca Bonaventura (primo gol in campionato da febbraio), nel giro di un minuto la pareggia Politano, che approfitta di uno sciagurato retro-passaggio di Abate e infila Donnarumma, imbattuto da tre giornate. Politano è una spina nel fianco della difesa rossonera, al 23' serve a Adjapong l'assist del raddoppio, annullato solo perché un assistente segnala a Guida il fallo di mano del diciottenne italo- ghanese alla prima da titolare in A (severa l'ammonizione). E' un tipico caso in cui può essere interpellato il video-arbitro, come il contatto nell'area del Milan fra Donnarumma e Politano (32'). Il gioco lento irrita Montella, ma non quanto la scelta dell'arbitro di fischiare la fine del primo tempo 7 secondi dopo il 45', interrompendo un contropiede: così arriva l'espulsione. Nella ripresa l'ingresso di Niang al posto di un anonimo Luiz Adriano dà la scossa al Milan, ma la difesa pasticcia ancora, prima regalando ad Acerbi la gioia del gol dell'ex (9'), poi (11') permettendo a Pellegrini di chiudere una triangolazione in area. Il 3-1 sembra un colpo da ko. Montella ordina la solita mossa del secondo tempo: dentro Locatelli ma questa volta per (e non al fianco) di un fischiatissimo Montolivo. Niang riapre la partita procurandosi un rigore (anche qui la Var avrebbe fatto comodo) realizzato da Bacca, ma sono la prodezza di Locatelli e la corsa simile a quella di Grosso nella semifinale Mondiale del 2006, a cambiare la serata di San Siro, in campo e sugli spalti. Il clamoroso gol di testa dell'italiano oriundo Paletta è sembrato quasi una naturale evoluzione del copione, così come una straordinaria parata di Donnarumma su Politano e un altro contatto nell'area del Milan, per cui il Sassuolo accerchia Guida invocando il rigore al 90', invano.


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