Milano celebra gli Alpini

MEZZO MILIONE DI PERSONE PER IL CENTENARIO DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE



MILANO. I temporali che si sono rovesciati su Milano non hanno rovinato la seconda giornata ufficiale dell’Adunata nazionale degli Alpini a Milano. Il sabato delle Penne nere, vigilia della grande sfilata prevista per oggi, è cominciato male con l’annullamento del lancio dei paracadutisti militari che era in programma all’Arena civica, ma è proseguito con altri eventi e soprattutto con l’incontro dei milanesi con le decine di migliaia di radunisti già in città e che domani potrebbero oscillare in tutto tra le 400 e le 500mila persone. La giornata è proseguita con altri eventi, tra cui una messa in suffragio in Duomo, vari concerti e cori delle fanfare e l’incontro in Assolombarda delle istituzioni lombarde e milanesi e i vertici dell’Ana.

“Il centenario dell’associazione nazionale Alpini rappresenta una ricorrenza di cui l’intero Paese va orgoglioso” ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio di saluto che è stato letto nel corso dell’incontro, cui hanno partecipato il presidente dell’Ana, Sebastiano Favero, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il sottosegretario della Regione Lombardia ai Grandi eventi sportivi, Antonio Rossi, e il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi. “Non c’è nulla di così contemporaneo - ha commentato Sala - come l’impegno degli alpini”. Alla Cittadella degli Alpini, in piazza del Cannone, si è presentato invece il vicepremier Salvini, nel capoluogo lombardo per la campagna elettorale per le Europee, concedendosi un panino con una mortadella ‘da Guinness’ e rilanciando la proposta di introdurre sei mesi di servizio civile o leva militare obbligatori. Tra i tantissimi selfie e strette di mano anche una piccola contestazione: due giovani, un ragazzo e una ragazza, hanno contestato il ministro al suo passaggio con una serie di “buu” e “vergogna” e “il servizio militare obbligatorio non lo vogliamo”. I due sono stati individuati e identificati dalla polizia. Venerdì notte, in particolare, in molti quartieri la gente, spontaneamente, ha passato qualche ora in compagnia delle Penne nere, durante eventi o negli accampamenti allestiti dal comitato organizzatore, tanto che oggi, sui social, impazzano le foto di amici, famiglie, ragazze e ragazzi nell’immancabile selfie con il ‘vecio’, meglio se dalla lunga barba.

“Buonasera - dicevano gli alpini ai passanti da una tavolata ospitata nell’oratorio di una chiesa di quartiere, invitandoli a bere un bicchiere - veniamo da Verona”. “Qualcuno anche da Trento”, rispondeva orgogliosamente un altro, che decantava le damigiane di Bardolino che si era portato nel camper. “Io ero nei Bersaglieri”, diceva un ragazzo. “Pazienza, ti vogliamo bene lo stesso”, rispondevano ricordando il campanilismo tra i due corpi.Qualche amarezza per i vandalismi alla sede dell’Ana e a un gazebo la notte prima, ma poi subito un coro per ritrovare l’armonia e parlare delle bellezze di Milano, che ha risposto con la stessa simpatia: dal Tricolore sulla Madonnina, ai filobus con la scritta ‘W gli alpini’ sulla destinazione, alla gente andata a incontrarli in piazze, chiese, parcheggi, anche a Chinatown: “Ehi, guarda quel cinese col cappello degli Alpini”. “Cinese? Io sono nato qui e ho fatto il militare a Belluno”. E così, davanti all’immancabile bicchiere di rosso, tradizione e futuro si incontravano, e con civismo, dato che al 118, nonostante le decine di migliaia di persone che venerdì sera hanno alzato il gomito, non risulta alcun aumento degli interventi per ubriachezza.

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