Milano pronta per l’Ema



BRUXELLES/OGGI LA DECISIONE SULLA SEDE DELL’AGENZIA EUROPEA DEL FARMACO

MILANO. Milano incrocia le dita in modo bipartisan. La città che fu di Expo e che grazie all’onda lunga prodotta dall’Esposizione Universale è diventata “credibile” a livello europeo nelle sue ambizioni internazionali, attende con una certa ansia di sapere se sarà il suo Pirellone ad accogliere nel 2019 l’Agenzia Europea del Farmaco. La European Medecines Agency deve lasciare Londra, è uno degli effetti della Brexit, e oggi a Bruxelles si decide quale sarà la sua nuova sede. Milano si sente in pole position. Per l’Ema le città in lizza sono formalmente 19 tra cui appunto il capoluogo lombardo che “ci crede”. Sia perché ha ricevuto l’appoggio incon- dizionato e bipartisan di tutte le istituzioni italiane, dal Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio, dal dai gruppi di Maggioranza a quelli di Opposizione. Sia perché, tanto più dopo Expo, è cresciuta la sua “vocazione internazionale” e tutti, dal sindaco Beppe Sala al presidente della Lombardia, Roberto Maroni, dalla ex presidente di Expo, Diana Bracco, al presidente della Camera di Commercio di Milano, credono nel risultato finale. “E’ stato fatto un grande sforzo comune - ha detto il sindaco Sala, che attenderà nel suo ufficio l’esito del voto di Bruxelles -. Ora incrociamo le dita. Sevinceremo nessuno farà a gara per prendersi il merito. Spero che, se non ce la facciamo, qualcuno rimasto in panchina non critichi. Abbiamo fatto un grande lavoro”. Sulla stessa falsariga le parole di Maroni: “Dopo quella di Expo quella per l’Ema è un’altra importantissima sfida che ha visto le istituzioni impegnate in uno sforzo comune, e non succede spesso in Italia. L’Ema farebbe di Milano la capitale europea della medicina e della scienza”. I criteri di scelta concordati dai 27 Stati membri sono: fornire garanzie che l’agenzia sia operativa nel momento in cui il Regno Unito lascerà l’Ue (per la precisione il 29 marzo del 2019, alle 23 ora di Londra, ndr); l’accessibilità della nuova sede (collegamento aerei e ferroviari); l’esistenza di scuole per i figli del personale e la disponibilità di alloggi adeguati sul territorio; l’accesso al mercato del lavoro e all’assistenza sanitaria per le famiglie del personale. “Milano soddisfa pienamente tutti questi criteri” hanno ribadito Sala e Maroni, sottolineando in particolare l’importanza di una sede come Palazzo Pirelli, oggi sede del Consiglio regionale: “Non è solo una sede prestigiosa, ma è anche immediatamente operativa”. Questo dato, unito alla facilità e all’efficienza dei collegamenti e ai tanti centri di ricerca presenti sul territorio, “ci rende ottimisti” ha concluso Diana Bracco.


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