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Milinkovic da 10 a 100



IL GIOCATORE/Lazio: esplose le quotazioni del serbo dopo una stagione dominante

ROMA. Cento partite con la Lazio, 19 gol fatti e 13 assist. Queste le cifre di Sergej Milinkovic- Savic, che potrebbero però non rispecchiare fino in fondo l’importanza di avere in squadra un giocatore del genere. La Lazio se lo coccola, dopo la doppietta al Chievo - primi gol segnati quest’anno all’Olimpi- coora tutti si accorgono del fuoriclasse serbo. E se parlando di Luis Alberto e Nani, domenica Simone Inzaghi si lasciava andare in un “ringrazio chi ce li ha venduti, perché si sbagliava su di loro”,. Ma su Sergej Milinkovic-Savic, il tecnico biancoceleste può starne certo, il mondo non si sbaglierà. Lo ha già fatto una volta lasciandolo prendere a soli 10 milioni a Igli Tare (solo la Fiorentina ne fiutò l’affare ma ormai il giocatore si era promesso alla Lazio), la prossima estate invece a Formello si prevede una scia di intermediari. È lui infatti l’oggetto del desiderio dei top club europei, il giocatore che alla pari di crack come Modric o Pogba, potrebbe far gola a chiunque. Non fosse che nel progetto a tre Lotito-Tare-Inzaghi il serbo resta centrale. Classe, potenza, senso del gol, risolutezza nei momenti che contano, e soprattutto un’età - neanche 23 anni - che lo rendono il prototipo del centrocampista (per alcuni ormai “tuttocampista”) del presente e del futuro. Profilo perfetto, il Sergente (come lo hanno ribattezzato da un po’ i tifosi laziali), per ingolosire i primi 4-5 club al mondo. Real Madrid e Barcellona, alla pari di Manchester United, City, Chelsea e Psg hanno già ricche le scrivanie dei dossier dei migliori talenti in circolazione. In Italia può essere alla portata della sola Juventus, che infatti già la scorsa estate tentò il colpo, ma invano. Più Milinkovic si distingue in Serie A, più quei dossier si arricchiscono delle sue gesta, più la sua valutazione si gonfia. Non è un caso che Claudio Lotito, che di ces- sioni eccellenti se ne intende (vedi l’ultima, 30 milioni per Keita che andava in scadenza), continua a ripetere che “Milinkovic non è un problema perché non è sul mercato”. Certo, il mercato si autodetermina, basta un’offerta giusta per fiutare l’affare. E se due anni fa aveva pagato 10 milioni al Genk, ora per privarsene Lotito non accetterebbe offerte inferiori agli 80-100 milioni. La cifra giusta però non esiste, perché Lotito non ne ha mai voluto discutere e nessuno si è mai sognato di sedersi a un tavolo con lui a discuterne. Il numero 21 laziale continua a ripetere: “Sto bene qui, per ora penso a far bene alla Lazio”, a giugno partirà in spedizione con la Serbia per giocare un mondiale da protagonista e dopo la rassegna iridata la sua valutazione potrebbe ulteriormente lievitare. Intanto si gode il suo momento da vera star, sperando di chiudere la stagione con l’obiettivo che tutti a Formello auspicano: il ritorno in Champions. LA SCELTA DI INZAGHI - Minuto 35 di Lazio-Chievo. Ciro Immobile, già dolorante da diversi minuti, esce dal campo per far posto a Felipe Anderson. I biancocelesti, in vantaggio per 2-1 fino a quel momento, perdono il capocannoniere del campionato: c’è preoccupazione, anche se Simone Inzaghi a fine partita si dichiarerà fiducioso. Immobile è un elemento indispensabile per lo scacchiere tattico dei capitolini, soprattutto perché in avanti le soluzioni sono davvero poche. Con Caicedo out e il risultato ancora in bilico, il tecnico piacentino si è ritrovato a dover gestire una situazione nuova e piuttosto complicata: l’unica possibilità di sostituire l’ex bomber del Torino era quella di ricorrere al falso nove. La scelta è così caduta sul brasiliano, che ha interpretato bene il ruolo, aprendo spazi per i compagni e impensierendo la difesa clivense con alcune pregevoli giocate personali. La Lazio, alla fine, ha segnato altre cinque reti: sono 53 totali, il miglior reparto offensivo della Serie A. Merito di una squadra votata all’attacco, di un paio di singoli (Milinkovic-Savic e Luis Alberto) da big europee e di un allenatore che riesce a coinvolgere tutti nel proprio progetto tattico. Un allenatore ormai pronto per il grande salto.


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