Minori segregati e maltrattati

In una comunità nel Barese, puniti con farmaci, cibo scaduto e docce fredde

di Isabella Maselli


BARI. Adolescenti a letto senza cena, costretti a docce fredde e ad assistere all'uccisione e allo smembramento di animali domestici, segregati per giorni nelle loro stanze quando disobbedivano e tranquillizzati con sostanze psicotrope. Sono le accuse di maltrattamenti contestate dalla Procura di Bari alla direttrice, Chiara Castelletti, e ad un educatore, Michele Iaccarini, di una Cooperativa in provincia di Bari, che gestisce una Comunità per minori e un centro diurno. I fatti risalgono al 2016 e sarebbero stati commessi nei confronti di quattro minori che all'epoca avevano tra i 9 e i 15 anni. Nelle imputazioni il pm che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza, Marcello Quercia, spiega che "durante riunioni settimanali venivano concordate le modalità punitive nei confronti dei ragazzi indisciplinati, poi annotate su appositi quaderni, in cui venivano riportati" i comportamenti, le reazioni e le eventuali sanzioni in caso di trasgressione. Il difensore della direttrice, l'avvocato Egidio Sarno, definisce "infamanti" le accuse alla sua assistita, "formulate sulla base di accertamenti evidentemente incompleti e superficiali e sulle dichiarazioni di una ex operatrice che aveva gravi motivi di risentimento" e che è stata denunciata per calunnia. "Non sono il mostro che viene descritto" dichiara la donna tramite il legale, annunciando che chiederà di essere sentita dal pm "per chiarire ogni circostanza". Stando agli accertamenti della magistratura barese, i due indagati avrebbero anche costretto gli adolescenti più irrequieti ad effettuare faccende domestiche come curare il giardino, lavare i piatti e i pavimenti, stendere il bucato, raccogliere le uova delle galline, pulire il pollaio, eliminare gli escrementi degli animali e le carcasse, causando loro anche malori. Li avrebbero puniti impedendogli di partecipare alle attività didattiche e di svago e di telefonare a casa, somministrando a volte sostanze psicotrope in dosi prolungate di tempo per tranquillizzarli, o dando cibo e medicinali scaduti. In una occasione Iaccarini avrebbe schiaffeggiato, strattonato, colpito sulla testa e sul corpo una delle presunte vittime. Alla direttrice la Procura contesta anche il reato di truffa e malversazione a danno dello Stato per aver percepito indebitamente finanziamenti da alcuni Comuni della provincia per il cibo e i servizi destinati agli ospiti delle due strutture. La Gdf ha accertato che la donna, utilizzava il cibo distribuito dal Banco Alimentare in favore di soggetti bisognosi e assegnato ad una onlus di cui era rappresentante legale

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