Moavero tesse la tela all’Onu



NEW YORK/LA QUESTIONE LIBICA, CHIARISCE, NON È SOLO FRANCO-ITALIANA

NEW YORK. Quella della Libia “non è una questione franco-italiana ma dell’Europa intera”. Esordisce così il ministro degli esteri Enzo Moavero nel suo primo giorno a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Al Palazzo di Vetro terrà banco proprio il dossier libico e il titolare della Farnesina ha diversi giorni a disposizione per tessere la sua tela, per assicurare all’Italia un ruolo di primo piano nel Mediterraneo ma coin- volgendo l’intera Europa e l’intera comunità internazionale. Senza ridurre tutto ad un braccio di ferro tra Roma e Parigi. L’obiettivo del nostro governo è non solo arrivare alla conferenza internazionale sulla Libia da organizzare in Sicilia a metà novembre, probabilmente a Sciacca, ma dare a questo evento la maggiore visibilità e il maggior respiro e peso possibili. Per questo si punta in alto, alla partecipazione del presidente americano Donald Trump o, come ‘piano B’, al segretario di stato americano Mike Pompeo. Da questo punto di vista importante sarà vedere se il premier Giuseppe Conte - anche lui in arrivo a New York - avrà l’occasione di uno scambio col presidente Usa rinsaldando l’ottimo rapporto fin qui costruito con il tycoon. E la prima occasione sarà il pranzo che oggi il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, offrirà a tutti i capi di stato e di governo presenti al Palazzo di Vetro. Intanto i ministri degli Esteri del- l’Unione europea approfittano di ritrovarsi tutti insieme nella Grande Mela e fanno il punto della situazione - alla presenza dell’alto commissario per la politica estera Federica Mogherini - nel tentativo di trovare soluzioni comuni al rebus libico prima che sia troppo tardi. E per provare a sanare quella differenza di posizioni sfociata nella bocciatura del piano Macron, che prevede elezioni nel Paese nordafricano entro la fine dell’anno. Mentre gli altri Paesi, Italia in prima fila, chiedono prima del voto una reale stabilizzazione e messa in sicurezza del Paese. Quello a cui sta lavorando ala- cremente la missione Onu in Libia (Unsmil), come ha spiegato l’inviato speciale delle Nazioni Unite Ghassan Salamé intervenendo in video collegamento da Tripoli ad un’altra riunione ministeriale, quella orga- nizzata dalla Francia sempre a margine dei lavori dell’Onu. “Il nostro obiettivo è la de-escalation della situa- zione nel paese, fermare l’estensione dei combattimenti verso altri quartieri di Tripoli, raggiungere le altre città sostenendo il cessate il fuoco, evitare che aumentino i gruppi in combattimento”. Un momento di chiarimento tra Italia e Francia potrebbe essere comunque mercoledì, quando Moavero avrà un faccia a faccia con il col- lega francese Jean-Yves Le Drian. “Dobbiamo fare di tutto per coordinare al meglio gli sforzi”, ha affermato il titolare della Farnesina, sottolineando come sia necessaria “un’attenzione dell’Europa, il cui interesse è quello di avere un Paese stabile di fronte alle sue coste meridionali”. Intanto Nazioni Unite e Unione Africana hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui concordano sulla necessità di “una stretta collaborazione con attori in Libia sul principio dell’organizzazione di una conferenza di pace e riconciliazione come preludio a pa- cifiche e trasparenti elezioni presidenziali”.


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