Mogherini contestata a Belgrado



MISSIONE PROBLEMATICA PER L’ALTO RAPPRESENTANTE UE «AGGREDITA» DAI PARLAMENTARI NAZIONALISTI SERBI

BELGRADO. L'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, impegnata in questi giorni in una difficile missione nei Balcani occidentali, è stata platealmente e rumorosamente contestata nel parlamento serbo a Belgrado, dove i deputati ultranazionalisti filorussi e ostili alla Ue del partito di Vojislav Seselj, per l'intera durata del suo discorso e battendo forte le mani sui banchi, hanno scandito a gran voce lo slogan 'Serbia, Russia - Non ci serve l'Unione europea’ (Srbija, Rusija ne treba nam Unija). Altri deputati del movimento nazionalista 'Dveri’, rimasti per tutto il tempo in piedi, mostravano cartelli con la scritta in serbo e in inglese 'La Serbia non crede a Bruxelles'. Mogherini, che ha parlato per 25 minuti circa, non si è scomposta e ha tirato dritto col suo intervento in inglese fino alla fine. Un episodio quello di Belgrado che ha confermato le difficoltà della missione di Mogherini in una regione balcanica sempre più instabile e turbolenta e attraversata da pericolosi rigurgiti di nazionalismo e revanscismo. "Sono una politica italiana e mi sono trovata spesso in situazioni difficili nel parlamento del mio Paese", ha poi sdrammatizzato Mogherini nella conferenza stampa con il premier Aleksandar Vucic. "Anche al parlamento europeo si verificano situazioni conflittuali analoghe", ha aggiunto osservando che ciò fa parte della democrazia e del diritto di ognuno a esprimere le proprie posizioni. Un Vucic molto in imbarazzo si è tuttavia scusato con l'Alto rappresentante, stigmatizzando l'episodio. Anche le due precedenti tappe della visita della Mogherini non sono state facili. In Mon- tenegro ha tenuto un discorso in parlamento in assenza di tutti i deputati dell'opposizione, che boicottano l'aula sin dalle elezioni dello scorso ottobre, ritenute falsate e dai risultati truccati dal governo. La successiva visita in Mace- donia si è svolta sullo sfondo della profonda crisi politica che blocca il Paese balcanico da oltre due anni. Il presidente Gjorgje Ivanov ha respinto l'invito della Mogherini ad affidare l'incarico di formare il nuovo governo al leader dell'opposizione Zoran Zaev, da lui accusato di essersi accordato con partiti della minoranza albanese in un programma anticostituzionale e pericoloso per l'unità del Paese. Non certo più agevoli si annunciano le tappe successive che la Mogherini ha in programma in Bosnia, Kosovo e Albania. E di tale complessa situazione l'Alto rappresentante è ampiamente consapevole, visto che quello della 'stabilità è stato il tema dominante in tutti i colloqui avuti finora a Podgorica, Skopje e Belgrado. "La stabilità regionale è di interesse strategico per l'Unione europea. Stabilità e pace sono parole molto importanti, e se le abbiamo qui le abbiamo anche in Europa", ha detto in conferenza stampa con il premier Vucic.A lui e al presidente Tomislav Nikolic la Mogherini ha ribadito la ferma vo- lontà della Ue di tenere le porte aperte all'integrazione della Serbia e di tutti gli altri Paesi dei Balcani occidentali. Federica Mogherini riferirà sulla sua missione alla riunione dei ministri degli esteri Ue in programma lunedì prossimo a Bruxelles, nella cui agenda figura il dossier Balcani.


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