Morandi ‘riapre’ il teatro Duse

BOLOGNA/PLATEA SEMIVUOTA PER RESTRIZIONI, LUI SUL PALCO CON MASCHERINA



di Leonardo Nesti

BOLOGNA. Prima un applauso un po’ timido, come se il pubblico non si ricordasse più come si fa a battere le mani. Poi uno sempre più forte ha fatto rimbombare il teatro Duse di Bologna, nella prima strana serata di apertura. Gianni Morandi ha ricominciato da dove era rimasto. Anzi, ha ricominciato da dov’era partito, dal teatro Duse di Bologna dove nel 1964 ha debuttato. Ed è voluto essere il primo a tornare su un palco in Italia, appena possibile. Il suo recital-concerto si chiama ‘Stasera gioco in casa’ ed il titolo, anche se riprende e prosegue la fortunata serie di 23 date sold out, tutte al Duse, interrotte per il lockdown, sembra quasi voler accompagnare il pubblico in una faticosa uscita di casa per tornare a frequentare i luoghi dello spettacolo, della cultura e dell’aggregazione. In un teatro da mille posti hanno potuto assistere allo spettacolo solo 170 persone creando l’effetto straniante di una platea semivuota. Gli spettatori si sono messi in fila per attendere il loro turno d’ingresso, uno per volta, seguendo un rigidissimo protocollo, con la rilevazione della temperatura. Poi sono accomodati, sparpagliati, in platea e nei palchi. In un’atmosfera ovattata e surreale. Distanti, con molti posti e intere file lasciati vuoti. E tutti con la mascherina. Con la mascherina, rossoblù, come i colori del Bologna calcio, Morandi è salito da solo sul palco per riabbracciare la musica. “Che strana sensazione - ha detto, dal palco, con la voce rotta dall’emozione che non è riuscito a trattenere - volevamo ripartire, è un bel segnale, per noi, per il mondo della musica, per Bologna. La gente ha voglia di stare ancora insieme agli altri”. In una carriera ultracinquantennale una cosa di questo genere non era mai capitata nemmeno a lui. “Ci sono migliaia di persone - ha ricordato - che fanno un lavoro che non si vede, stanno dietro le quinte ed è anche a loro che io ho pensato quando ho chiesto al teatro Duse di organizzare questa serata. Alcuni di noi sono privilegiati, ma noi siamo una famiglia, in questo momento una famiglia che soffre”. Il teatro Duse ha fatto le corse contro il tempo per organizzare lo spettacolo e per mettere in piedi tutte le misure di sicurezza che sono necessarie organizzare gli spettacoli. Ma che rendono complicatissimo, con numeri di spettatori così ridotti, pensare a una programmazione normale e sostenibile. Passata l’emozione dei primi istanti, Morandi è ripartito con il suo spettacolo intimo e colloquiale, fra i più grandi successi, accompagnati con la chitarra e due musicsti, da quelli degli anni Sessanta ai brani più recenti che lo hanno fatto amare dal pubblico. Poi via con i ricordi, gli aneddoti di una lunghissima carriera, battute in dialetto e un’interazione col pubblico, senza dimenticare quanto avvenuto negli ultimi mesi.Come se fosse, appunto, una serata in casa, fra amici, che finalmente si sono potuti incontrare.