Mortara, fumo alla diossina



INCENDIO IN UN DEPOSITO DI RIFIUTI SPECIALI. LE AUTORITÀ: PERICOLO CONTAMINAZIONI

MORTARA (Pavia). Poche ore dopo, in mattinata, sarebbero dovuti arrivare i tecnici dell'Arpa per la consueta visita ispettiva semestrale, programmata da settimane, di cui sono oggetto tutte le imprese che si occupano di gestione di rifiuti. Non ce n'è stato il tempo perché all'alba di ieri è divampato un enorme incendio, in serata non ancora domato, sul piazzale esterno della ditta "Eredi Berté", in via Fermi a Mortara, nella zona industriale a sud del centro abitato del Pavaese.

I vigili del fuoco accorsi in forze - otto squadre in poche ore, da tutta la provincia e anche da Milano e dal Piemonte, salite a dodici nei momenti di massimo impegno - si sono trovati di fronte un autentico muro di fiamme alte più di dieci metri, che si sprigionavano dagli enormi cumuli in cui era accatastato alla rinfusa di tutto, compresa plastica, gomma e altri rifiuti speciali.

La ditta è autorizzata a trattare i rifiuti non pericolosi e, per piccole quantità, anche quelli pericolosi, in particolare quelli provenienti dalla demolizione di autoveicoli. Le operazioni di spegnimento, che per essere completate richiederanno giorni, sono state difficoltose per la ridotta disponibilità idrica. L'impresa, nonostante i grandi quantitativi di materiali infiammabili stoccati, non dispone infatti di idonee riserve d'acqua, vasche di accumulo alle quali attingere in caso di incendio, ma solo pochi idranti, nei quali la pressione si è rivelata anche bassa. I vigili del fuoco hanno dovuto fare per tutto il giorno la spola con le autobotti, andando a fare rifornimento in vari punti del centro abitato di Mortara e in qualche comune limitrofo.

Una colonna di fumo nero si è levata dall'incendio, è salita in quota per alcune decine di metri e poi è stata spinta dal vento verso nord, in direzione del Novarese. Immediata la preoccupazione per le conseguenze ambientali da parte delle autorità locali, a partire dal prefetto Attilio Visconti, che in mattinata ha coordinato per ore sul posto gli interventi e che poi nel pomeriggio è tornato per verificare la situazione. "Le notizie che mi hanno riferito i responsabili dell'Arpa - ha detto - non sono troppo confortanti. Sta bruciando di tutto e c'è il rischio che si sviluppi diossina". Su disposizione del prefetto il sindaco di Mortara e quelli di dieci Comuni limitrofi, compreso Vigevano, hanno emesso ordinanze per invitare la popolazione a tenere chiuse porte e finestre e a non raccogliere e consumare i prodotti dell'orto fino a quando le analisi dell'Arpa non escluderanno contaminazioni. I risultati sulla diossina si avranno tra quattro giorni. L'ordine è stato esteso agli agricoltori che dovranno procedere nei prossimi giorni alla trebbiatura del mais. Vietato anche il pascolo. Le scuole di ogni ordine e grado(quelle poche che avevano già aperto, comprese materne e nidi) sono state chiuse già dal pomeriggio di ieri e per tutta la giornata di oggi. I carabinieri hanno avviato un'inchiesta per accertare la natura dell'incendio e certo la concomitanza con l'imminente ispezione dell'Arpa autorizza ad alimentare qualche sospetto. Il titolare della ditta, Vincenzo Bertè, 51 anni, residente a Palestro, arrivato sul posto ha accusato un malore ed è stato accompagnato in ospedale per accertamenti. Un altro incendio, in quel caso di accertata origine dolosa, era scoppiato nella stessa ditta il 14 settembre 2004. Da Roma intanto il presidente della commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiutiAlessandro Bratti ha confermato l'impegno a monitorare il fenomeno dei roghi nelle aziende di trattamento e smaltimento. "Approfondendo quanto avvenuto a Pomezia e Malagrotta tra maggio e luglio - dice - ci siamo impegnati a ricostruire la mappa degli incendi degli ultimi due anni in tutte le regioni". La maggior parte si sono verificati in Lombardia, Veneto, Toscana, Puglia e Campania. È in preparazione un report su tutti gli episodi dal 2014 a oggi.


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