Morto in una busta di plastica



TERNI/UNA GIOVANE ABBANDONA IL FIGLIO NEONATO ANCORA VIVO NEI PRESSI DI UN SUPERMERCATO

TERNI. Con gli inquirenti aveva già ammesso la sua responsabilità, di essere cioè stata lei ad abbandonare ancora vivo in una busta di plastica il figlio partorito poche ore prima in casa e poi trovato morto nei pressi del parcheggio di un supermercato di Terni: ora per la giovane, 27 anni, incensurata e madre di un'altra bimba è scattato l'arresto. Omicidio volontario aggravato dall'avere commesso il fatto ai danni di un discendente è il reato del quale è accusata. Intorno all'ora di pranzo la giovane è stata prelevata dalla polizia a casa della sorella. La squadra mobile le ha notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Ter- ni su richiesta della Procura. Ha potuto scambiare poche parole al telefono con il suo difensore, l'avvocato Alessio Pressi, che l'ha sentita "provata". Poi gli agenti l'hanno condotta alla sezione femminile del carcere di Perugia. Il legale ha comunque annunciato di essersi già attivato per chiedere che possa essere spostata in una struttura protetta. Il primo agosto scorso il neonato era stato trovato morto nella busta di plastica abbandonata dietro a un'aiuola che costeggia il parcheggio di un supermercato di Borgo Rivo, nell'immediata periferia di Terni.A notarlo e dare l'allarme una cliente che aveva visto un piccolo piede spuntare dal sacchetto. Le indagini della polizia hanno portato rapidamente a individuare la giovane. Indagata inizialmente per infan- ticidio in condizioni di abbandono materiale e morale ha quindi ammesso di avere lasciato nel parcheggio il figlio partorito da poco. Quando era ancora vivo è emerso dagli accertamenti medico-legali. La ventisettenne, incensurata e senza lavoro, avrebbe tenuto all'oscuro della gravidanza il suo compagno. Da sola - in base alla sua versione - avrebbe partorito nel bagno di casa, tagliando lei stessa il cordone ombelicale. La decisione di abbandonare il neonato sarebbe stata legata a questioni economiche - ha sostenuto - in quanto essendo già mamma non sarebbe stata in grado di di mantenere un secondo figlio insieme al compagno. Lo ha così lasciato nella busta, a ridosso del parcheggio del supermercato dove si era recata per fare spesa. Un luogo scelto forse perché qualcuno lo trovasse in tempo per salvarlo. Quando il corpicino è stato notato era invece già tardi. Era infatti morto, forse per asfissia, anche se le cause precise devono essere ancora accertate. Un omicidio volontario aggravato del quale è ora accusata la giovane mamma.


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